mercoledì 12 agosto 2026

LA PIETRA DI AURISINA SULLE ROTTE ADRIATICHE

   LA PIETRA DI AURISINA SULLE ROTTE ADRIATICHE: 

A RAVENNA LA MOSTRA DELLA PIETRA DI AURISINA CHE UNISCE I SITI UNESCO DI AQUILEIA E RAVENNA



DUINO AURISINA – RAVENNA – La Pietra di Aurisina, materia della storia e testimone delle antiche rotte dell’Adriatico, è protagonista a Ravenna della mostra “La pietra di Aurisina sulle rotte adriatiche”, in programma dal 21 al 31 agosto a Palazzo Rasponi 2. (Inaugurazione il 21 alle ore 11.00).

L’esposizione, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis, è realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Ravenna – Assessorato alle Politiche Giovanili, dei Musei Nazionali di Ravenna, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Aquileia, del Comune di Duino Aurisina, dell’Associazione Cocci Rotti e di Kamen Museo Muzej di Duino Aurisina, dei Lions Club e di altre realtà associative.

La mostra propone un percorso visivo e narrativo tra fotografia, documentazione storica e riproduzioni elaborate attraverso l’intelligenza artificiale. Le immagini conducono il visitatore dalle vestigia di Aquileia alle cave storiche di Aurisina, fino al Mausoleo di Teodorico. Una sezione è dedicata anche agli scatti realizzati   dalla fotografa Emanuela Dossi.

L’iniziativa mette in evidenza il ruolo fondamentale della Pietra di Aurisina nella storia dell’architettura romana e tardoantica. Estratta dalle cave del Carso triestino e trasportata attraverso le rotte marittime e terrestri dell’Adriatico, questa pietra ha contribuito alla costruzione di monumenti, palazzi e manufatti che ancora oggi rappresentano una parte essenziale del patrimonio culturale italiano ed europeo. Elemento centrale del progetto è il collegamento tra Aquileia e Ravenna, due città riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale.

Aquileia rappresenta uno dei più importanti centri archeologici dell’Italia romana e paleocristiana; Ravenna conserva nel Mausoleo di Teodorico una delle testimonianze più significative dell’impiego della Pietra di Aurisina e della pietra d’Istria. La mostra costruisce così un ponte culturale tra Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, restituendo visibilità alle relazioni storiche, artistiche e commerciali che per secoli hanno unito le comunità delle due sponde adriatiche.

L’esposizione si inserisce nel programma nazionale “Duino Book – Tempus Edax Rerum”, rassegna dedicata alla valorizzazione della storia, dell’archeologia, della letteratura e dell’identità culturale connesse alla Pietra di Aurisina.

Il progetto punta a rafforzare la cooperazione tra istituzioni culturali, musei, soprintendenze, amministrazioni locali, associazioni, studiosi e operatori del settore, sviluppando un modello condiviso di ricerca, divulgazione e valorizzazione del patrimonio.

La tappa ravennate assume inoltre uno speciale valore nell’ambito delle iniziative dedicate al 1500° anniversario della morte di Teodorico, occasione per approfondire la storia del Mausoleo e il ruolo dei materiali lapidei provenienti dall’area altoadriatica nella realizzazione del monumento.

Il percorso proseguirà nel mese di settembre con una conferenza dedicata alla Pietra di Aurisina, dalla cava alle tecniche di estrazione e lavorazione, organizzata in collaborazione con i Musei nazionali di Ravenna. L’incontro, che si svolgerà nel nuovo Spazio Teodorico presso il celebre Mausoleo, coinvolgerà tecnici, amministratori, studiosi e operatori provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dall’Emilia-Romagna, consolidando ulteriormente la dimensione interregionale e nazionale del progetto.


Archivio Comune di Ravenna 

«Tornare a Ravenna per la seconda volta rappresenta per il Gruppo Ermada Flavio Vidonis un risultato di straordinaria importanza e, soprattutto, la conferma di un percorso culturale che sta crescendo e consolidandosi nel tempo. Farlo nel 2026, nell’anno del 1500° anniversario della morte di Re Teodorico, attribuisce a questa nuova tappa un significato ancora più profondo.»

La mostra “La Pietra di Aurisina sulle rotte adriatiche” ci permette di raccontare una storia che unisce territori apparentemente lontani ma che, per secoli, sono stati collegati dal mare, dai commerci, dall’arte e dall’utilizzo della pietra. Dalle Cave di Aurisina fino a Ravenna, la pietra diventa il filo conduttore di un viaggio nella storia dell’Adriatico e delle civiltà che sulle sue sponde si sono sviluppate. Il progetto evidenzia proprio il ruolo della Pietra di Aurisina nelle architetture romane e tardoantiche e il suo legame con il Mausoleo di Teodorico.

Il Mausoleo di Teodorico costituisce per noi uno dei simboli più forti di questa relazione: un monumento straordinario nel quale la pietra proveniente dall'area altoadriatica testimonia ancora oggi la capacità, le conoscenze e le rotte commerciali di un mondo che aveva nell'Adriatico una grande via di comunicazione. La ricorrenza dei 1500 anni dalla morte di Teodorico offre quindi l’occasione ideale per approfondire questo rapporto e per valorizzare ulteriormente il territorio delle Cave di Aurisina.

Particolarmente significativo è poi il collegamento tra Aquileia e Ravenna, due straordinari siti riconosciuti dall’UNESCO. Attraverso questo progetto vogliamo costruire un vero ponte culturale tra Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, raccontando le relazioni storiche, artistiche e commerciali che hanno unito per secoli le comunità dell’Adriatico.

Essere presenti a Ravenna nell’anno in cui la città è Capitale Italiana del Mare rappresenta inoltre un’opportunità eccezionale per inserire la storia della Pietra di Aurisina all’interno di una riflessione più ampia sulle rotte adriatiche, sul patrimonio marittimo e sui rapporti tra le città e i territori che si affacciano sul nostro mare.

Questa tappa è anche il frutto di una collaborazione importante con i Musei Nazionali di Ravenna, le istituzioni, le amministrazioni e le realtà culturali coinvolte. La mostra, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, vede infatti una rete molto ampia di soggetti impegnati nella valorizzazione di questo patrimonio comune.

Il nostro obiettivo è fare della Pietra di Aurisina non soltanto un elemento della memoria, ma uno strumento contemporaneo di dialogo tra territori, istituzioni e comunità. Ravenna, Aquileia e Duino Aurisina possono diventare tappe di un’unica grande rotta culturale dell’Adriatico, capace di unire archeologia, storia, paesaggio, turismo e identità.

Questa seconda presenza a Ravenna è quindi per noi un punto di arrivo importante, ma soprattutto un nuovo punto di partenza per continuare a costruire collaborazioni e progetti di respiro nazionale e internazionale.»

Massimo Romita
Presidente
Gruppo Ermada Flavio Vidonis

 


www.duinobookfestivaldelibro.blogspot.com  

www.gruppoermadavf.blogspot.it  info 3488704157

Approfondimenti

Emanuela Dossi

Nata e cresciuta a Trieste, è laureata in Scienze dell’Investigazione e possiede uno spiccato spirito critico nell’osservare il mondo. Da sempre appassionata di fotografia, si avvicina al digitale nel 2012 grazie a un corso di formazione, approfondendo successivamente lo studio delle espressioni facciali attraverso un master sul FACS (Facial Action Coding System). Questa esperienza la conduce a concentrarsi principalmente sul ritratto e sul reportage, ambiti nei quali ricerca autenticità, emozione e relazione umana. Pur non definendosi una fotografa, ama considerarsi un’instancabile appassionata di fotografia, vissuta come strumento di osservazione, racconto e conoscenza. È stata vincitrice della Mostra Internazionale "Donne Fotografo", riconoscimento che ha valorizzato la sensibilità del suo sguardo e il suo percorso artistico. Ha inoltre partecipato a numerose esposizioni collettive, tra cui Le Vie delle Foto, Oltre il Silenzio e Sfumature di Dolce Vita, contribuendo con i suoi lavori a progetti espositivi dedicati alla valorizzazione della fotografia contemporanea e del racconto per immagini.



IL MAUSOLEO DI TEODORICO

Il Mausoleo di Teodorico, costruito a Ravenna intorno al 520 d.C., è l’unico monumento funerario realizzato dagli Ostrogoti in Italia. Dal 1996 è inserito dall’UNESCO tra i monumenti di Ravenna riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità. L’edificio è costruito interamente con grandi blocchi di pietra d’Istria e di Aurisina, lavorati con p recisione e posati a secco. La struttura si sviluppa su due livelli sovrapposti, entrambi a pianta decagonale. L’elemento più straordinario è la grande cupola monolitica, ricavata da un unico blocco di pietra. Misura circa 10,76 metri di diametro, oltre 3 metri di altezza e pesa quasi 230 tonnellate. Sulla sommità si trovano dodici anse con i nomi di otto Apostoli e dei quattro Evangelisti. Ancora oggi non è conosciuto con certezza il sistema utilizzato per trasportare e sollevare un blocco di tali dimensioni. Le anse potrebbero essere state impiegate proprio durante le operazioni di movimentazione e posa della copertura. Secondo una leggenda diffusa da secoli in città, la grande fenditura visibile sulla cupola sarebbe stata provocata da un fulmine divino, che avrebbe colpito Teodorico come punizione per i suoi delitti. Il piano inferiore presenta nove nicchie esterne e una porta d’ingresso. La cella interna, a croce greca, potrebbe essere stata destinata al culto funerario o alla sepoltura dei membri della famiglia reale. Il piano superiore ospita un’aula circolare con al centro una grande vasca di porfido, nella quale, secondo la tradizione, sarebbe stato deposto il corpo di Teodorico. Dopo la riconquista bizantina di Ravenna, le spoglie del sovrano furono probabilmente rimosse e disperse. Il Mausoleo venne quindi trasformato in un edificio destinato al culto. LA PIETRA DI AURISINA L’impiego della pietra di Aurisina nel Mausoleo costituisce uno dei più importanti legami tra il territorio del Carso e la figura di Teodorico.



TEODORICO, RE DEGLI OSTROGOTI 

Teodorico nacque intorno al 454 d.C. in Pannonia, nell’area compresa tra l’attuale Austria e l’Ungheria. Figlio del re ostrogoto Teodemiro, ancora bambino fu inviato come ostaggio alla corte imperiale di Costantinopoli, dove trascorse circa dieci anni. Il soggiorno nella capitale dell’Impero romano d’Oriente gli permise di conoscere direttamente l’organizzazione politica, militare e amministrativa romana. Tornato presso il suo popolo, succedette al padre e divenne uno dei principali protagonisti degli equilibri politici nei Balcani.

LA CONQUISTA DELL’ITALIA  Nel 488, con l’appoggio dell’imperatore Zenone, Teodorico partì verso l’Italia per destituire Odoacre, che governava la penisola dopo la deposizione dell’ultimo imperatore romano d’Occidente. La migrazione coinvolse non soltanto guerrieri, ma anche famiglie e comunità ostrogote. Dopo aver attraversato le Alpi orientali, Teodorico sconfisse Odoacre nella battaglia dell’Isonzo del 489, ottenendo così l’accesso alla pianura padana.  Seguirono le vittorie di Verona e dell’Adda. Odoacre si ritirò a Ravenna, protetta dalle paludi e difficilmente espugnabile. Dopo quasi tre anni di assedio, nel febbraio del 493 fu raggiunto un accordo che prevedeva la condivisione del potere. Pochi giorni dopo, durante un banchetto, Teodorico uccise personalmente Odoacre, diventando il sovrano incontrastato dell’Italia.

RAVENNA CAPITALE DEL REGNO Teodorico stabilì la propria corte a Ravenna e governò fino al 526. Il suo progetto politico cercò di far convivere la popolazione romana e quella ostrogota, mantenendo separate le rispettive tradizioni giuridiche, militari e religiose. Gli Ostrogoti professavano il cristianesimo ariano, mentre la maggioranza della popolazione romana seguiva la fede cattolica. Per gran parte del suo regno Teodorico affidò l’amministrazione civile a funzionari romani. Sotto il suo governo furono restaurate strade, acquedotti ed edifici pubblici. Ravenna conobbe una nuova stagione monumentale, testimoniata dal Battistero degli Ariani, dalla Basilica dello Spirito Santo, dalla chiesa oggi conosciuta come Sant’Apollinare Nuovo, dal palazzo e dal grande Mausoleo destinato alla sepoltura del sovrano.

GLI ULTIMI ANNI  Negli ultimi anni il clima politico divenne più difficile. I rapporti con l’Impero d’Oriente peggiorarono, soprattutto dopo l’avvio delle persecuzioni contro gli Ariani da parte dell’imperatore Giustino I. Il senatore Boezio, accusato di tradimento e di rapporti con Costantinopoli, fu imprigionato e condannato a morte. Poco dopo venne giustiziato anche il senatore Simmaco. Papa Giovanni I fu inviato a Costantinopoli per chiedere la revoca delle misure contro gli Ariani. Al suo ritorno, non avendo ottenuto i risultati sperati, venne fatto imprigionare e morì in carcere nel 526. Teodorico morì a Ravenna il 30 agosto 526. Le cause della sua morte non sono conosciute con assoluta certezza, ma la sua scomparsa venne presto avvolta da racconti popolari e leggende.

LE LEGGENDE SULLA MORTE Secondo una tradizione medievale, la morte del sovrano sarebbe stata una punizione divina per le condanne ordinate negli ultimi anni del suo regno. Una delle leggende racconta che Teodorico venne trascinato all’inferno da un cavallo posseduto da un demone, che lo condusse fino al cratere di un vulcano. Questa immagine fu ripresa nei secoli dalla letteratura e, in epoca moderna, dalla poesia La leggenda di Teodorico di Giosuè Carducci. Un altro racconto narra che, durante un banchetto, al re fu servito un grande pesce. Quando l’animale aprì la bocca, Teodorico credette di riconoscere la testa del senatore Simmaco, fatto uccidere poco tempo prima. Sconvolto dal rimorso e dal terrore, il sovrano sarebbe morto all’istante. La leggenda più strettamente legata al Mausoleo racconta invece che Teodorico temesse i fulmini. Per proteggersi avrebbe fatto costruire la propria tomba con una gigantesca cupola di pietra. Ma durante un temporale un fulmine avrebbe attraversato la copertura, colpendo il re e compiendo la profezia che aveva cercato di evitare.

TRA STORIA E LEGGENDA Teodorico fu uno dei più importanti sovrani dell’Europa tardoantica. Il suo regno rappresentò il tentativo di conservare le istituzioni e la cultura romana all’interno di una nuova realtà politica governata dagli Ostrogoti. Accanto alla figura storica del sovrano nacque però un personaggio leggendario: guerriero, costruttore, tiranno e re condannato da un destino inevitabile. Storia e mito continuarono così a intrecciarsi nei monumenti, nelle cronache e nelle tradizioni popolari di Ravenna.

 















DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: AQUILEIA PROTAGONISTA DELLA MOSTRA ALLO SPAZIO CULTURA




mercoledì 22 luglio 2026

NUOVI PROGETTI A BORGO HERMADA CON LA DELEGAZIONE DI DUINO AURISINA

 Questa settimana sarà presente a Terracina una rappresentanza degli Amici di Duino Aurisina, guidata da Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino, insieme al tesoriere Giampietro Colecchia.

La delegazione raggiungerà la città per partecipare attivamente all’evento “Il Sogno del Grano”, promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis – Sezione di Borgo Hermada.


SEGUI TUTTO IL PROGRAMMA 


La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Terracina ed è stata inserita, attraverso una proposta progettuale di rete, nel programma degli eventi di avvicinamento a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, con il coinvolgimento delle associazioni del Friuli Venezia Giulia e di alcuni Comuni della provincia di Pordenone. Nell’ambito dell’evento, in Piazza Municipio, saranno esposte le opere degli artisti Adriano Boscarol, Nadia Bencic, Luisia Comelli, Luìs, Fulvio Musina, Taddeo Sedmak e Loredana Prodan, appartenenti al Circolo Duinate. La presidente del Circolo, Lucia Lalovich, illustrerà i quadri al pubblico e agli intervenuti.

«È un grande onore per noi essere a Terracina e poter partecipare alla quinta edizione de Il Sogno del Grano”, una manifestazione che celebra con sensibilità la bellezza della terra, della cultura e delle tradizioni – ha affermato Lucia Lalovich –. Crediamo profondamente che l’arte sia un ponte capace di unire persone, territori e storie diverse. Portare a Terracina un frammento dei colori, della luce e delle emozioni della nostra terra significa condividere un dialogo che arricchisce tutti».

Gli amici di Duino Aurisina a Terracina per la 5° edizione de "Il sogno del grano" — Trieste Cafe



La delegazione, anche in rappresentanza del Comune di Duino Aurisina e di numerose realtà associative, tra cui il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, il Circolo Duinate, il Lions Club Duino Aurisina, la Famiglia Alpina e l’AJSER 2000, ha voluto inoltre essere promotrice di un importante evento che si terrà a Borgo Hermada domenica 26 luglio, alla presenza delle autorità istituzionali di Terracina: una cerimonia dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.



Il programma prevede, alle ore 10.00, la deposizione di un omaggio floreale presso il cippo dedicato alla Pietra del Monte Ermada, simbolo dell’amicizia tra le due comunità, situato in Piazza IV Novembre.  Alle ore 10.30 sarà celebrata da Don Paolo Lucconi una Santa Messa in suffragio presso la Chiesa di Sant’Antonio di Padova. Al termine della celebrazione sono previsti gli interventi commemorativi delle istituzioni e dei rappresentanti delle associazioni, tra cui il Gruppo Ermada e il Fogolar Furlan di Latina.

Nell’occasione sarà donata al parroco, don Paolo Lucconi, una croce realizzata in pietra di Aurisina, benedetta dal decano di Aurisina don Carlo Bolcina e offerta dalla famiglia Cortese, storici scalpellini delle cave di Aurisina.  «Un simbolo importante – ha sottolineato il sindaco di Duino Aurisina, Igor Gabrovec – che rappresenta tutta la nostra comunità in questo abbraccio, in occasione di un anniversario così significativo».




A seguire, sul sagrato della chiesa, si terrà l’inaugurazione della mostra Le Donne del terremoto del Friuli del 1976”, inserita nel progetto “Donne, Ženske, Women, Femine: storie e voci di una terra di confine”.

Il progetto ha già visto la comunità di Borgo Hermada coinvolta in diverse fasi e iniziative: dalle interviste realizzate dagli studenti dell’Istituto Fiorini alle donne di origine friulana residenti a Borgo Hermada, alla mostra dedicata alle portatrici carniche, organizzata in occasione dell’incontro di amicizia tra la Famiglia Alpina di Duino Aurisina ela Sezione di Borgo Hermada dell’ANA di Latina, fino alla visita in Friuli Venezia Giulia di alcuni studenti meritevoli, accompagnati alla scoperta dei luoghi e delle popolazioni della terra di confine.



L’esposizione rappresenta un importante momento di riflessione collettiva dedicato alla memoria del terremoto del Friuli del 1976, con uno sguardo particolare al ruolo fondamentale svolto dalle donne nella ricostruzione materiale, sociale e morale del territorio. Il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, da sempre attento ai temi della memoria storica, della cultura del territorio e della valorizzazione delle identità locali, ha voluto sostenere con convinzione questa iniziativa, che pone al centro storie spesso dimenticate, ma essenziali per comprendere la forza e la capacità di rinascita della comunità friulana.


«Non potevamo non essere presenti a questa quinta edizione de “Il Sogno del Grano” – ha affermato il presidente del sodalizio di Duino Aurisina Massimo Romita –. La manifestazione rappresenta la storia dei pionieri di Borgo Hermada, ma richiama anche quel Friuli che è stato simbolo del mondo agricolo del passato e che si è trovato ad affrontare una delle più grandi tragedie della propria storia: il terremoto. Il sisma ha fermato il tempo, ma non le genti friulane, che fin dal primo giorno successivo alla tragedia sono state capaci di iniziare la ricostruzione, rendendo ancora più forte e grande un paese e un’intera regione.  Profondo è anche il significato del dono della croce, realizzata nella pietra ruvida e resistente delle cave di Aurisina, una pietra che ha segnato la storia di tanti uomini provenienti da ogni luogo e che, successivamente, è stata portata in tutto il mondo. È la stessa pietra che è servita a ricostruire le aziende e le abitazioni e, soltanto alla fine, le chiese, come volle il popolo friulano nel 1976. Quale dono migliore, dunque, dopo la ristrutturazione della Chiesa di Sant’Antonio di Padova, per suggellare la conclusione dei lavori».



Nel gruppo che raggiungerà Terracina saranno presenti anche i coniugi e amici Carmen Gasparotto e Aureliano Barnaba, da sempre impegnati nel consolidamento dei rapporti tra le due comunità.

Il direttore di Vero Nicola Santini e la scrittrice pordenonese Carmen Gasparotto saranno ospiti de “Il Sogno del Grano” per la presentazione del libro di Nicola Santini “Un po’ d’istruzione, un po’ distruzione” sabato 25 luglio, alle ore 20.00, presso l’atrio del Palazzo comunale, nell’ambito del progetto DuinoBook – Tempus Edax Rerum

«Siamo particolarmente felici della presenza costante e fattiva degli amici di Duino Aurisina – ha concluso Luigi Orilia, presidente della Sezione di Borgo Hermada e promotore de “Il Sogno delGrano” –. La loro partecipazione rappresenta uno stimolo incredibile alla nascita di iniziative e collaborazioni, alla costruzione di reti e di solidi rapporti di amicizia, nonché allo sviluppo di proposte concrete e costruttive capaci di ricordare la storia del passato e di lasciare una traccia alle generazioni future»





In "Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione", Nicola Santini rilegge i grandi classici della letteratura con uno sguardo personale, ironico e sorprendentemente liberatorio. Alla soglia dei cinquant’anni, un mese e trentuno libri diventano l’occasione per una resa dei conti con la propria formazione culturale, tra memoria, disincanto e nuove consapevolezze maturate nel tempo. Durante un trasloco riemergono romanzi amati, subiti o fraintesi, rimasti a lungo sedimentati nell’esperienza di lettura. Rileggerli senza reverenza restituisce umanità a personaggi iconici e riporta gli autori fuori dal mito, osservandoli come artigiani della parola, fragili e profondamente contemporanei. I testi considerati intoccabili vengono attraversati con lucidità critica, intelligenza narrativa e sottile ironia, liberando i classici dalla retorica scolastica e riportandoli nella vita reale dei lettori. Prefazione di Concita Borrelli.











martedì 14 luglio 2026

AQUILEIA IN VETRINA ALLO SPAZIO CULTURA

 

Allo Spazio Cultura di Borgo San Mauro apre la nuova mostra dedicata ad Aquileia e alla Pietra di Aurisina



Venti immagini rielaborate raccontano il legame tra archeologia, architettura, materia e memoria. L’esposizione, visibile anche dall’esterno, anticipa la tappa di Ravenna prevista a fine agosto.

Duino Aurisina – È aperta allo Spazio Cultura di Borgo San Mauro la nuova mostra promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis nell’ambito della tredicesima edizione di Duino Book – Tempus Edax Rerum con il supporto della Regione FVG.

L’esposizione è dedicata ad Aquileia e al suo rapporto con la Pietra di Aurisina, materiale che nei secoli ha accompagnato la costruzione di edifici, monumenti, pavimentazioni, elementi architettonici e opere d’arte, contribuendo a definire l’identità storica e paesaggistica dell’Alto Adriatico. La mostra comprende venti immagini significative, rielaborate a partire dagli originali, che propongono un percorso visivo tra la Basilica patriarcale, i mosaici, il foro romano, le colonne, le strade antiche e i principali reperti archeologici di Aquileia. Le opere restituiscono, attraverso un linguaggio grafico immediato e accessibile, il dialogo tra la città romana, la materia lapidea e il territorio di provenienza della pietra.  Grazie alla particolare collocazione nello Spazio Cultura, l’allestimento è fruibile anche dall’esterno, permettendo a cittadini, visitatori e turisti di avvicinarsi ai contenuti della mostra in ogni momento della giornata.

L’iniziativa costituisce la prima tappa di un percorso espositivo che, dopo l’avvio a Borgo San Mauro, è destinato a raggiungere Ravenna alla fine di agosto, rafforzando il collegamento culturale tra Aquileia, Duino Aurisina e la città del Mausoleo di Teodorico. 

«Con questa mostra proseguiamo il lavoro di divulgazione avviato con il podcast Mitreo e dintorni, che ha coinvolto ventidue giornalisti, operatori culturali, promotori, editori ed esperti», dichiara Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada – Flavio Vidonis. «Abbiamo voluto raccontare Aquileia attraverso immagini capaci di unire bellezza, archeologia e memoria, mettendo in evidenza il ruolo della Pietra di Aurisina quale elemento di connessione tra luoghi, epoche e comunità. Lo Spazio Cultura di Borgo San Mauro rappresenta il punto di partenza di un itinerario che porterà il progetto fino a Ravenna, nel segno della collaborazione tra territori dell’Adriatico accomunati da straordinari patrimoni storici e monumentali».

La mostra rientra nel programma di Duino Book – Tempus Edax Rerum, rassegna culturale dedicata al tempo, alla memoria e alle stratificazioni storiche, articolata in mostre, convegni, podcast, workshop fotografici, escursioni e attività divulgative. Il progetto mette in relazione luoghi simbolici quali la Grotta del Mitreo, la Cava Romana di Aurisina, Aquileia e il Mausoleo di Teodorico, come rappresentato anche nel materiale ufficiale della tredicesima edizione.  Negli ultimi anni il Gruppo Ermada  Flavio Vidonis ha consolidato una rete di collaborazioni con istituzioni, musei, soprintendenze, università, enti locali e associazioni, sviluppando iniziative dedicate alla storia, alla letteratura, all’archeologia, al paesaggio e alla memoria, con particolare attenzione al Friuli Venezia Giulia, all’Alto Adriatico e al contesto transfrontaliero.

La nuova esposizione conferma l’impegno del Gruppo nel rendere il patrimonio culturale accessibile a un pubblico ampio, promuovendo la conoscenza dei territori e il dialogo tra ricerca, narrazione e partecipazione delle comunità.

Mostra: Aquileia e la Pietra di Aurisina
Sede: Spazio Cultura di Borgo San Mauro – Duino Aurisina
Ingresso e fruizione: mostra visibile anche dall’esterno
Progetto: 13° Duino Book – Tempus Edax Rerum
Promotore: Gruppo Ermada  Flavio Vidonis
Prossima tappa: Ravenna, fine agosto



venerdì 10 luglio 2026

NON SOLO CASTELLO DI DUINO NEL PODCAST MITREO E DINTORNI

 DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: “Mitreo e Dintorni”: al via il podcast del Gruppo Ermada Flavio Vidonis per raccontare storia, territorio e cultura di Duino Aurisina




 DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: "MITREO E DINTORNI" LA PRIMA PUNTATA DEL PODCAST CON L'INTERVENTO DI FEDERICA ZAR

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: LA PUNTATA DI MITREO E DINTORNI CON LORENZO DEGRASSI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: FRANCESCA BUSOLINI OSPITE DEL PODCAST MITREO E DINTORNI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: ANDRO MERKU' OSPITE DEL PODCAST MITREO E DINTORNI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: IL DIRETTORE NICOLA SANTINI AI MICROFONI DEL PODCAST "MITREO E DINTORNI"

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: FRANCESCA BUSOLINI OSPITE DEL PODCAST MITREO E DINTORNI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: AL PODCAST DI MITREO E DINTORNI ZAIRA LEGISA

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: IL DIRETTORE DE IL GORIZIANO IVAN BIANCHI AI MICROFONI DEL PODCAST "MITREO E DINTORNI"

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: UGO SALVINI AI MICROFONI DEL PODCAST MITREO E DINTORNI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: L'EDITORE FRANCO FABBRI OSPITE DEL PODCAST MITREO E DINTORNI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: IL PODCAST MITREO E DINTORNI CON BARBARA PERNAR

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: UNA SPUMEGGIANTE LILIANA SAVIOLI OSPITE DEL PODCAST MITREO E DINTORNI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: SARA STERNAD AI MICROFONI DI MITREO E DINTORNI IL PODCAST DEL GRUPPO ERMADA

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: FRANCESCA SCARMIGNAN OSPITE DEL PODCAST MITREO E DINTORNI

DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina: STEFANO COSMA OSPITE DELLA PUNTATA DEL PODCAST MITREO E DINTORNI









immagini utilizzate sono di proprietà del Ministero della cultura - Soprintendenza ABAP FVG e che sono soggette alla normativa vigente e ne è vietata l’ulteriore riproduzione a scopo di lucro.








GRUPPO ERMADA FLAVIO VIDONIS:

 "MITREO E DINTORNI" 

AL VIA IL PODCAST DEL GRUPPO ERMADA 

PER RACCONTARE STORIA, 

TERRITORIO E CULTURA

 DI DUINO AURISINA