PREMIO INTERNAZIONALE RILKE 2026
CASTELLO DI DUINO NELLA GRANDE GUERRA
mercoledì 27 maggio 2026
A RAVENNA PER IL PROGETTO DUINOBOOK TEMPUS EDAX RERUM
Il Gruppo Ermada Flavio Vidonis in delegazione a Ravenna per importanti iniziative nell’anniversario della morte di Re Teodorico
Al centro dell’incontro con i Musei nazionali di Ravenna la Pietra di Aurisina, il Mausoleo di Teodorico e nuove progettualità culturali condivise
Ravenna / Duino Aurisina, maggio 2026 – Una delegazione del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, guidata dal presidente Massimo Romita, accompagnato da Gianpietro Colecchia e dal responsabile tecnico-scientifico Aureliano Barnaba, si è recata a Ravenna per un importante incontro istituzionale e progettuale con l’architetto Andrea Sardo, direttore dei Musei nazionali di Ravenna – Ministero della Cultura, e con il suo staff.
L’incontro si è svolto direttamente presso lo Spazio Teodorico, recentemente ristrutturato e inaugurato accanto al Mausoleo di Teodorico, in occasione delle iniziative dedicate al 1500° anniversario della morte di Teodorico il Grande. Il nuovo spazio, pensato come luogo di accoglienza, approfondimento e divulgazione, rappresenta un punto di riferimento per accompagnare cittadini, visitatori e studiosi alla conoscenza del monumento e della figura del sovrano ostrogoto, valorizzando al tempo stesso il rapporto tra patrimonio archeologico, architettura, storia e comunità.
Nel corso dell’incontro, durato oltre un’ora, sono scaturite diverse idee promozionali e culturali congiunte, accomunate da un filo conduttore di straordinario valore storico e identitario: la Pietra di Aurisina e il Mausoleo di Teodorico.
Il Mausoleo, costruito nel VI secolo e inserito dal 1996 nel sito UNESCO dei monumenti paleocristiani di Ravenna, rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura tardoantica europea. La sua eccezionalità è legata anche all’impiego della pietra d’Aurisina, proveniente dalle cave del Carso triestino, utilizzata per la costruzione dell’intero monumento e, in modo particolarmente rilevante, per la celebre cupola monolitica. Questa straordinaria struttura, ricavata da un unico blocco di pietra, costituisce ancora oggi uno degli elementi più affascinanti e studiati del Mausoleo, capace di raccontare l’ingegno tecnico, le relazioni commerciali e le conoscenze costruttive dell’antichità.
«Da cinque anni – ha dichiarato Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis – ci stiamo occupando della valorizzazione di questa preziosa relazione tra la Cava Romana di Aurisina e il Mausoleo di Teodorico. Lo abbiamo fatto attraverso mostre, incontri, puntate digitali, collaborazioni istituzionali e attività divulgative, mettendo in rete conoscenza, storia, archeologia e territorio. La pietra non è soltanto materia: è memoria, viaggio, lavoro umano, ingegno tecnico e identità culturale».
Il 2026 assume in questo senso un significato particolarmente importante. Nell’anno del 1500° anniversario della morte di Teodorico, il Gruppo Ermada intende infatti rafforzare il percorso avviato, collegandolo alla 13ª edizione di Duino&Book, che avrà come tema conduttore “Tempus edax rerum”. Il programma svilupperà particolari focus sui siti archeologici, sui paesaggi della memoria, sui workshop fotografici, sulle mostre, sui concorsi letterari e sul rapporto tra vino e archeologia, anche attraverso la collaborazione con Città del Vino.
«Il tema “Tempus edax rerum” – ha proseguito Romita – ci permette di riflettere su ciò che il tempo consuma, ma anche su ciò che la cultura riesce a restituire. Il Mausoleo di Teodorico e la Pietra di Aurisina rappresentano un ponte straordinario tra l’Adriatico, il Carso e Ravenna. Vogliamo continuare a costruire occasioni di conoscenza condivisa, coinvolgendo istituzioni, studiosi, comunità locali, fotografi, scrittori e giovani».
Durante l’incontro, l’arch. Andrea Sardo ha presentato la nuova struttura dello Spazio Teodorico, sottolineando l’importanza di una narrazione aggiornata, accessibile e capace di mettere in relazione il monumento con le sue molteplici dimensioni: storica, architettonica, archeologica, materiale e paesaggistica.
«Il Mausoleo di Teodorico – ha evidenziato l’arch. Andrea Sardo – è un monumento che continua a interrogare studiosi e visitatori. Approfondire la storia della pietra con cui è stato costruito significa entrare nel cuore stesso della sua identità. La collaborazione con realtà come il Gruppo Ermada permette di ampliare lo sguardo, collegando Ravenna ai luoghi di estrazione, alle competenze tecniche e alla storia materiale che hanno reso possibile un’opera tanto eccezionale».
Dall’incontro è emersa la volontà di definire una serie di iniziative comuni, tra cui la realizzazione di una mostra tematica dedicata alla Pietra di Aurisina e al Mausoleo di Teodorico, che farà seguito alla mostra prevista a fine agosto a Palazzo Rasponi, sempre promossa dal Gruppo Ermada con la collaborazione del Comune di Ravenna e dell’associazione Cocci Rotti.
Tra le proposte condivise vi è anche l’organizzazione di una giornata di studi con la partecipazione dei principali rappresentanti del mondo scientifico, istituzionale e produttivo legato alle cave di Aurisina: dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, già presente in precedenti appuntamenti sul tema, alla proprietà della Cava Romana, fino a professori, geologi, storici, archeologi e tecnici del settore lapideo. L’obiettivo sarà approfondire il rapporto storico tra il bacino estrattivo di Aurisina e Ravenna, con particolare attenzione alla filiera antica della pietra, al trasporto, alla lavorazione, alle tecniche costruttive e alla straordinaria impresa architettonica rappresentata dalla cupola monolitica del Mausoleo.
L’intero percorso progettuale gode inoltre del supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del Bando Umanistico, e del Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina, attraverso la promozione del Museo Kamen – Museo diffuso delle cave e della pietra di Aurisina. Il Museo Kamen rappresenta una realtà culturale diffusa nata per valorizzare il patrimonio storico, geologico, paesaggistico e identitario legato all’attività estrattiva, alla lavorazione della pietra e alla memoria delle comunità che nei secoli hanno vissuto e trasformato il territorio di Aurisina.
«Il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Duino Aurisina – ha sottolineato Romita – conferma il valore di un progetto che non si limita alla memoria locale, ma costruisce relazioni culturali ampie, capaci di collegare il Carso, Ravenna e l’intero Adriatico. Il Museo Kamen rappresenta uno strumento fondamentale per raccontare la civiltà della pietra di Aurisina, dalle cave storiche fino ai grandi monumenti che ne custodiscono la memoria».
In questa prospettiva, la collaborazione con i Musei nazionali di Ravenna si inserisce in un più ampio lavoro di rete che, partendo dal territorio di Duino Aurisina, intende promuovere la conoscenza della pietra d’Aurisina come elemento di identità, ricerca scientifica, educazione al patrimonio e sviluppo culturale sostenibile.
«Questo anniversario – ha concluso Romita – rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo tra territori che condividono una storia antica. Ravenna e Aurisina sono unite da una pietra che ha attraversato il mare, i secoli e la memoria. Il nostro compito è far conoscere questa storia e trasformarla in nuove opportunità culturali, turistiche e scientifiche».
L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire il lavoro congiunto nelle prossime settimane, definendo calendario, contenuti e collaborazioni delle iniziative che accompagneranno il percorso di valorizzazione nel corso dell’anno teodoriciano. Un percorso sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina e dal Museo Kamen – Museo diffuso delle cave e della pietra di Aurisina, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra ricerca, divulgazione, promozione territoriale e cooperazione culturale tra l’Alto Adriatico e Ravenna.
mercoledì 29 aprile 2026
giovedì 2 aprile 2026
DOPO IL CASTELLO DI DUINO, IL DIORAMA DI DUINO FA TAPPA AL CONAD SUPERSTORE DI DUINO PER LA SUA PRESENTAZIONE
DUINO&BOOK Festival del Libro di Duino Aurisina
mercoledì 1 aprile 2026
Il Gruppo Ermada ricorda Carlo de Marchesetti nel centenario della scomparsa
Il Gruppo Ermada ricorda Carlo de Marchesetti nel centenario della scomparsa
Si è tenuta questa mattina presso lo Spazio Cultura di Borgo San Mauro, nel Comune di Duino Aurisina, una cerimonia commemorativa in occasione dei cento anni dalla scomparsa di Carlo de Marchesetti, avvenuta il 1° aprile 1926 all’età di 76 anni.
L’iniziativa, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis nell’ambito del progetto “Duino Book – Tempus Edax Rerum”, ha visto la partecipazione di una delegazione del Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000, del Gruppo Speleologico Flondar, del Lions Club Duino Aurisina e della Famiglia Alpina, a testimonianza di una forte e condivisa attenzione del territorio verso la valorizzazione della propria storia e identità.
Nel corso della cerimonia, il presidente del sodalizio Massimo Romita ha ricordato la figura dello studioso triestino, sottolineandone il ruolo fondamentale nello sviluppo delle conoscenze scientifiche sulla preistoria locale e sul sistema dei castellieri. «Carlo de Marchesetti è stato uno tra i primi studiosi a fornire un contributo scientifico allo studio dei castellieri, le fortificazioni preistoriche tipiche dell’area giuliana tra Trieste e il Carso, in particolare a quello di Slivia. Riteniamo che tale figura debba avere ulteriori riconoscimenti sul territorio», ha dichiarato Romita. Nel suo intervento è stato inoltre ricordato come, nel Comune di Duino Aurisina, oltre ai castellieri, sia intitolata a Marchesetti la Scuola Media di Borgo San Mauro, dove all’ingresso è collocato un suo ritratto, simbolo della memoria storica ancora viva nella comunità.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il valore dell’eredità scientifica di Marchesetti, anche alla luce degli studi contemporanei portati avanti da studiosi del territorio come Paolo Paronuzzi, Deborah Arbulla e Nicola Bressi, attivamente impegnati nella ricerca e nella divulgazione legata alla preistoria e alla storia naturale del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare ulteriormente, anche a livello locale, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio dei castellieri.
Durante la cerimonia è stato inoltre ricordato il percorso umano e scientifico di Marchesetti, figura centrale per la cultura triestina tra Ottocento e Novecento. Nato a Trieste nel 1850, si avvicinò giovanissimo alla botanica grazie all’incontro con il naturalista Muzio de Tommasini, sviluppando fin da subito una forte vocazione per le scienze naturali. Laureatosi in medicina nel 1874, intraprese presto la carriera scientifica che lo portò, a soli 26 anni, a diventare direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, incarico che mantenne per oltre quarant’anni, contribuendo in modo decisivo all’ampliamento e alla valorizzazione delle collezioni. Accanto agli studi botanici e naturalistici, Marchesetti si dedicò con crescente passione all’archeologia e alla paletnologia, avviando ricerche sistematiche sui castellieri del Carso e dell’Istria. Le sue indagini, condotte con metodo scientifico innovativo per l’epoca, portarono alla pubblicazione nel 1903 della fondamentale opera “I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia”, ancora oggi considerata un punto di riferimento per gli studi sulla protostoria dell’area adriatica nord-orientale. È stato infine ricordato anche il convegno internazionale organizzato nel 2003, da cui sono scaturiti gli atti “Carlo Marchesetti e i castellieri 1903–2003”, testimonianza dell’attualità e della rilevanza del suo contributo scientifico.
L’incontro ha rappresentato non solo un momento di commemorazione, ma anche un’occasione per rilanciare l’impegno nella divulgazione e nella ricerca, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente, anche a livello locale, la conoscenza della preistoria del Carso e del patrimonio dei castellieri.
Duino Aurisina, 1 aprile 2026
"I RACCONTI DELLO SCHIOPPETTINO" AL VIA IL BANDO DEL CONCORSO LETTERARIO
L'AVVIO DEL CONCORSO LETTERARIO "RACCONTI DELLO SCHIOPPETTINO"
martedì 24 marzo 2026
LA PIECE TEATRALE "LA FORZA DELLE DONNE" AL CASTELLO DI DUINO
Il progetto “Donne, Ženske, Woman, Femine” entra nel vivo: una settimana di eventi tra generazioni, luoghi e comunità
Entra nel vivo il progetto “Donne, Ženske, Woman, Femine: storie e voci di una terra di confine”, promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Bando Didattico, e sostenuto dalla Fondazione Pietro Pittini e dal Gruppo BCC Venezia Giulia.
Una settimana intensa di iniziative segna un momento centrale del percorso, mettendo in evidenza il valore più profondo del progetto: l’incontro tra generazioni, persone e territori, reso possibile grazie a una rete ampia e qualificata di partner istituzionali, associazioni, scuole e cittadini che hanno condiviso e fatto proprio questo percorso.
Le iniziative della settimana
1. Le puntate digitali
Prosegue la pubblicazione settimanale della serie video sui canali social e YouTube DuinoBook. Il ciclo racconta il progetto attraverso testimonianze, ricerca storica e narrazione contemporanea. Nella prima puntata, Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, presenta il progetto, i suoi obiettivi e il valore della rete costruita attorno ad esso. Duino&Book - YouTube
2. La mostra al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico
Dal 19 marzo è ospitata al Collegio la mostra “Donne e il mondo: riflessioni in arte”, realizzata in sinergia con gli studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, rafforzando il dialogo interculturale e internazionale del progetto.
3. L’inaugurazione della mostra a Borgo San Mauro
Venerdì 27 marzo alle ore 18.00, presso lo Spazio Cultura di Borgo San Mauro (Sistiana), si terrà l’inaugurazione della mostra “Donne, Ženske, Woman, Femine: storie e voci di una terra di confine”.
Protagonisti saranno gli studenti dell’Istituto Comprensivo Rilke di Duino Aurisina e dell’Istituto Comprensivo Fiorini di Borgo Hermada, tra cui Mattia Serrapica, Singh Tejpreet e Riccardo Pecora, accompagnati dalla prof.ssa Milena Mannucci e dal segretario della sezione del Gruppo Ermada di Borgo Hermada Vito Cavaliere.
La mostra, rielaborata graficamente da Linda Simeone, regista delle puntate digitali, nasce dalle interviste e dal lavoro di ricerca degli studenti: un percorso avviato a settembre e concluso a inizio marzo, oggi restituito in forma espositiva e interattiva grazie a QR code collegati ai contenuti video.
4. La pièce teatrale al Castello di Duino
Sabato 28 marzo, nell’ambito di “Primavera al Castello”, alle ore 15.30 al Castello di Duino andrà in scena la pièce a leggio “La forza delle donne”, realizzata dagli allievi dell’Università della Terza Età con la regia di Romana Olivo.
Un momento significativo di dialogo tra generazioni, arricchito dal contributo degli studenti anche nella documentazione e nel racconto dell’esperienza.
Un progetto tra memoria, educazione e territorio
Il progetto coinvolge attivamente scuole, enti locali e associazioni in un percorso educativo partecipato, in cui gli studenti diventano protagonisti della ricerca storica, della raccolta di testimonianze e della produzione di contenuti culturali e multimediali.
Tra i partner e le realtà coinvolte: Comune di Duino Aurisina Comune di Prepotto Università della Terza Età Circolo Duinate Lions Club Duino Aurisina Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle scuole partecipanti e dalle associazioni del territorio, che contribuiscono a costruire una rete viva e inclusiva.
«È una soddisfazione unica vedere tante attività multidisciplinari integrarsi e fondersi tra loro – dichiara Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada e coordinatore del progetto – coinvolgendo età, luoghi e persone diverse, unite nel condividere un percorso fondamentale».
Un patrimonio condiviso
“Donne, Ženske, Woman, Femine” nasce con l’obiettivo di rendere viva la memoria, mettendo al centro le storie delle donne – spesso assenti dai racconti ufficiali – e trasformandole in un patrimonio educativo contemporaneo, accessibile e partecipato.
Un progetto che unisce memoria, cittadinanza e innovazione, capace di parlare alle nuove generazioni e di valorizzare l’identità plurale del Friuli Venezia Giulia.
Donne, Ženske, Woman, Femine, storie e voci di una terra di confine"
SPAZIO CULTURA BORGO SAN MAURO


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