LA NUOVA MOSTRA "PER NON MORIR DI SETE NELLA GRANDE GUERRA" DAL 25 MARZO


PER NON MORIR DI SETE NELLA GRANDE GUERRA 
Sabato 25 alle ore 10.00 (ingresso previo prenotazione al 040208120) presso il Centro Congressi del Castello di Duino avrà luogo la conferenza di apertura della Mostra: “PER NON MORIREDI SETE NELLA GRANDE GUERRA” inserita all’interno del Progetto VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE, TRA FRONTE E FOLLIA” coordinato dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis con il sostegno della Regione Fvg sui Bandi della Grande Guerra. La conferenza vedrà la partecipazione di Gianfranco Simonit, Vice Presidente del Gruppo Speleologico Carsico di San Martino al Carso e di Gabor dell’Associazione Ungherese Meritum partner del Progetto ed ideatori della Mostra. A far gli onori di casa Mauro Depetroni del Gruppo Ermada Flavio Vidonis che illustrerà la sezione del progetto dedicata alle Grotte e all’Acqua due degli elementi essenziali della Grande Guerra. Intervento conclusivo di Chiara Isadora Artico infaticabile presidente dell’Associazione IO DEPOSITO che illustrerà l’altro progetto  B#Side War sempre sostenuto dalla Regione Fvg.
La Conferenza anticiperà la presentazione alle ore 11.00 della installazione “PANOPTICO/ Sound Art Installation by Greta Lusoli a cura della Ass. IoDeposito presso il Bunker del Castello di Duino L’opera PAN-ὀπτικός nasce dal tentativo di evocare sonoramente (e ricostruire nella mente dell’uditore) l’architettura di prigione ideata dal filosofo e giurista J. Bentham alla fine del XVIII secolo, nata come proposta atta a rendere più efficienti, economiche e sorvegliabili le carceri. La prima chiave di lettura è di carattere sensoriale: per evocare la crudele architettura del PAN-ὀπτικός, Greta Lusoli proietta nello spazio prossemico del fruitore un suono vibrante, profondo, aspro e sgradevole, che evoca segnali d’allarme naturali (è forse corretto dire che questo suono pare la summa dei segnali d’allarme prodotti dal mondo animale, comprendendo anche quel mondo animale primitivo che si è estinto), facendo risuonare nella cassa toracica e nella memoria di chi si avvicina echi universali, archetipici, di primordiale forza. 
Alle ore 11.30 presso la Sala dei Ricevimenti e successivamente nella Torre, l’apertura della Mostra per “NON MORIRE DI SETE NELLA GRANDE GUERRA” che presenterà un importante collezione di oltre 100 pezzi di borracce (di tutte le nazioni) e di bottiglie che servivano ai soldati per rifornirsi dell’acqua. Nella torre oltre 80 pannelli didattici che illustrano in un percorso articolato le descrizioni delle materiale esposto.
Ma non sarà solo il Castello di Duino la sede della manifestazione, sabato 25 marzo alle ore 15.00 presso l’Agriturismo Le Torri di Slivia ad Aurisina Cave 62, l’apertura della mostra “LE GROTTE DELLA GRANDE GUERRA” collegata alla mostra in Castello ed inserita all’interno del Progetto VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE TRA FRONTE E FOLLIA. All’interno della Grotta, immagini emozionanti dei soldati di come si difendevano all’interno delle Grotte, di come cercavano di sopravvivere e di vivere. La particolarità di tale mostra è la diffusione sul territorio, infatti domenica 26 marzo alle ore 11.00, un’altra parte della mostra LE GROTTE DELLA GRANDE GUERRA” verrà presentata all’interno della GROTTA GIGANTE di Sgonico per far entrare in rete queste meraviglie che il Carso è in grado di offrire.
Né la Grotta Gigante, né la Grotta Le Torri di Slivia hanno conosciuto formalmente la Grande Guerra, ma in tali Grotte accessibili al pubblico vogliamo in qualche maniera far conoscere ed ammirare da un pubblico che non è un pubblico “speleologico” quello che accadeva all’interno delle Grotte durante il primo conflitto Mondiale. Per conoscere al meglio e da vicino alcune delle grotte della Grande Guerra bisognerà aspettare altri due appuntamenti 8/9 aprile alla Grotta Valentina di Visogliano con il Gruppo Speleologico San Giusto e il 14 maggio sulle Grotte dell’Ermada con il Grmada e il Flondar.
L'iniziativa è inserita nel Programma di PRIMAVERA AL CASTELLO.
Le altre mostre in corso:




A PADOVA al MUSEO DELLA TERZA ARMATA - "ISONZO LE DODICI BATTAGLIE"



A BASSANO DEL GRAPPA al Museo Hemingway e della Grande Guerra - "Gli Autori della Grande Guerra: Hemingway, d'Annunzio, Ungaretti.

La presentazione del Progetto in occasione della GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA






GLI AUTORI DELLA GRANDE GUERRA:
Da Hemingway a d’Annunzio da Ungaretti a Slataper…”

IlCastello di Duino, arroccato sul mare del Golfo di Trieste, ospiterà una nuova significativa mostra, intitolata “GLI AUTORI DELLA GRANDEGUERRA: Da Hemingway a d’Annunzio da Ungaretti a Slataper…” - che sarà inaugurata sabato 19 marzo per concludersi nel mese di giugno 2016 all'interno della Sala Rilke della Torre del Castello.
IlCastello di Duino ha rappresentato nei secoli scorsi un punto di riferimento della cultura del suo tempo, significativo nel periododella Bella Epoque, che proprio con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale vide infrangersi tutti i suoi sogni.
La nuova mostra, inserita all'interno del Progetto Isonzo Soča 1915Voci di Guerra in Tempo di Pace coordinato dal Gruppo Ermada FlavioVidonis e sostenuto dalla Regione Autonoma Fvg sui Bandi della Grande Guerra, viene dedicata ad alcuni Autori della Grande Guerra che per noi e per il territorio del Carso rappresentano molto soprattutto perché protagonisti e testimoni degli eventi.
Non facile è argomentare cosa possono avere in comune Ernest Hemingway, Gabriele d'Annunzio, Scipio Slataper, Giuseppe Ungaretti e Gustav Heinse: la certezza è che da protagonisti hanno vissuto gli anni della Guerra, condividendo e trasmettendo con la loro penna le sensazioni e le sofferenze di cui sono stati testimoni.
Attraverso le immagini degli autori e dei territori, tramite parole, racconti e poesie di questi grandi personaggi che hanno descritto la storia, potremo senz’altro approfondire e comprendere meglio quale è stato il loro coinvolgimento del conflitto.
La mostra vuole aiutare il visitatore, in particolare i ragazzi delle scuole, che s’impegnano ad affrontare con lo studio tali autori, ad approfondire alcune tematiche e a conoscere i luoghi descritti nelle poesie o nei racconti.
Attraverso la fattiva collaborazione di importanti istituzioni nazionali ed internazionali come la Fondazione del Vittoriale degli Italiani, ilMuseo Hemingway e della Grande Guerra di Bassano del Grappa, il ParcoUngaretti di Sagrado e il Museo della Grande Guerra di San Martinodel Carso, abbiamo realizzato un semplice ma esaustivo percorso di immagini, di storia ed emozioni.
Come ad esempio quelle descritte da Hemingway in Addio alle Armi Questo si faceva. Si moriva. Non si sapeva di cosa si trattasse. Non si aveva mai il tempo di imparare. Si veniva gettati dentro e si sentivano le regole e la prima volta che vi acchiappavano in fallo vi uccidevano.” Oppure di Slataper nella sua ultima lettera “Qualche volta rimane soltanto la volontà a resistere e a vincere. Poi, passato quel momento, tornano anche le forze fisiche. Ma l’allegria non manca. S’approfitta di ogni 5 minuti per ridere e chiassare”. 
Infine ciò che si desidera ottenere con questa mostra ripercorrendo le parole degli autori, che sia uno spunto di riflessione, un arricchimento personale e da ciò possa nascere il desiderio di approfondirne la loro conoscenza e a visitarne i luoghi dove si sono svolti i fatti descritti.
MASSIMO ROMITA MAURO DEPETRONI

INFO 040208120





la nuova mostra  "ISONZO, LE DODICI BATTAGLIE"

In occasione del Centenario dello scoppio della Grande Guerra, il GRUPPO ERMADA FLAVIO VIDONIS grazie al supporto della Provincia di Trieste ha inteso avviare un progetto di conoscenza di una significativa parte di storia della nostra Nazione.

Il territorio di coinvolgimento della prima fase del progetto,  che si svilupperà tra mostre, incontri, escursioni, è compreso principalmente nell'area della Provincia di Trieste in particolare  tra le foci del Timavo, San Giovanni in Tuba, Villaggio del Pescatore, Duino, Sistiana, Medeazza, Ceroglie, Visogliano,  e nelle fasi successive su tutto il territorio regionale e dell'Alpe Adria.

Il progetto “ISONZO, LE DODICI BATTAGLIE”, risultato al primo posto del Bando Valorizzazione della Cultura del Territorio e dei suoi siti di pregio indetto dalla Provincia di Trieste  è presentato dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis, che ha costituito una cordata costituita di nove entità, tra le quali ASD SISTIANA DUINO AURISINA, ASD SOCIETA' NAUTICA LAGUNA, ASSOCIAZIONE VENEZIA GIULIA DALMAZIA COMITATO PROVINCIALE DI TRIESTE,  CENTRO STUDI SILENTES LOQUIMUR, FEMINES FURLANES FUARTES, GRUPPO CULTURALE E SPORTIVO AJSER 2000, GRUPPO SPELEOLOGICO FLONDAR,  LIONS CLUB DUINO AURISINA  ma vedrà  il coinvolgimento di numerose altre realtà, enti pubblici, associazioni, italiane e straniere operanti nelle aree di coinvolgimento delle battaglie lungo il fronte dell'Isonzo.

Il principale obiettivo del progetto
 è quello di diffondere i concetti di conoscenza, rispetto, convivenza e di pace. Grazie alla ricchezza di storia e memoria presenti nella Venezia Giulia, il progetto vuole far conoscere, o meglio ancora, riscoprire, quanto importante sia l’equilibrio tra uomo e uomo, e uomo con la natura. Un territorio disseminato di testimonianze, ferite e tracce che nemmeno cento anni sono riusciti a cancellare. Persone che portano nella memoria della propria famiglia ancora segni di un trascorso difficile e tragico. Ma la natura vuole riprendersi il territorio e le generazioni man mano che si susseguono cancellano le tracce del passato. Attraverso lo sviluppo di un nuovo importante progetto, si propone di far riscoprire sia il territorio che la memoria con l’obiettivo preciso di sensibilizzare la convivenza ed il rispetto e dunque la pace. 


Gli eventi che il progetto propone sono iniziative “diffuse” in siti di particolare pregio architettonico storico e culturale, coordinate tra loro partendo da una significativa mostra, allestita nella Sala Rilke Castello di Duino, che documenta anche attraverso testimonianze espressive la sofferenza dei soldati nell'abbandonare le loro famiglie, i figli e le loro case, i loro affetti. Coloro che hanno vissuto questi eventi non sono qui a raccontarceli, ecco perché oggi "in tempo di pace" è così importante non perderne memoria: queste “voci” rappresentano lo strumento attraverso il quale può avvenire il passaggio generazionale: l’obiettivo del progetto sarà raggiunto se le generazioni di oggi uscendo dalla mostra o dopo aver ascoltato una conferenza avranno percepito il messaggio di quanto male possono fare le guerre e trasmetteranno questo ai loro figli. In questo modo il dramma della Guerra offrirà l’occasione per sottolineare LA FORZA DELLA VITA che non si arrende mai e si fa strada attraverso la fraternità come forte segno della speranza nel futuro.
In particolare nei pannelli espositivi troviamo una presentazione del territorio teatro degli eventi ed un’ attenta cronologia delle battaglie dell'Isonzo che è stata sviluppata grazie al contributo del dr. Stefano Gambarotto Presidente dell’Istituto del Risorgimento di Treviso, corredata da immagini d’epoca riconducibili agli eventi descritti, messi a disposizione dallo stesso Istituto e da numerosi cultori della materia.  Nel dettaglio il percorso scientifico sviluppa la storia che in circa due anni di guerra si è concentrata sul fronte isontino  dal giugno del 1915 al settembre del 1917 , tra il Monte Rombon ed il mare, quella  che una cronologia già introdotta all’epoca dei fatti ha suddiviso in dodici eventi, le famose Dodici Battaglie dell’Isonzo. Le prime quattro si svolsero nel 1915, cinque nel 1916 tra cui la sesta che portò alla presa di Gorizia, tre nel 1917: l’ultima , la dodicesima,  è l’evento riferito ai fatti d’arme di Caporetto.
L'impostazione grafica è stata coordinata da Aureliano Barnaba e sviluppata dalla Grafica Goriziana di Gorizia.
Un altro importante obiettivo del progetto è quello di rafforzare una rete esistente e di continuare a fare sinergia tra diverse realtà piccole e grandi,  questo fase sarà sviluppata attraverso un ciclo di conferenze ed incontri su tematiche afferenti le dodici battaglie e i luoghi coinvolti.
La conoscenza dei fatti storici aiuta a comprendere la cultura delle diverse realtà. Aver vissuto in modo diverso gli eventi della guerra ci aiuta a capire le diverse culture, che sono un valore, come lo è la pace, contribuendo in questo modo a consolidare e ad infondere a tutti, in particolare ai giovani, l’importante concetto che tutti siamo cittadini d’Europa.  A testimonianza di ciò l’adesione, il supporto e la collaborazione di diverse realtà offrendo la loro competenza e disponibilità. La motivazione dei partner coinvolti nella volontà comune di lavorare tutti insieme e con passione potrà essere la giusta via per la riuscita del progetto.
A tal proposito è stato predisposto, come da programma, un completo ciclo di incontri conferenze e dibattiti, che vedranno, al Castello di Duino (la prima e l’ultima), a Medeazza (in occasione della manifestazione CAVALLI E PROFUMO DI MOSTO e presso il Centro Congressi di Visogliano, alternarsi i maggiori esperti regionali dei luoghi e delle battaglie dell’Isonzo, per meglio capire tutti gli aspetti della Grande Guerra sul fronte del Carso.
Il programma vedrà l’avvio Mercoledì 2 settembre all ore 16,00 presso il Centro Congressi del Castello di Duino, convegno di apertura del progetto ed inaugurazione della mostra “ISONZO, LE DODICI BATTAGLIE”. Interverranno la Presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat, il Presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis Massimo Romita, Marco Mantini, Gruppo Ricerche e Studi Grande Guerra CAI SAG Trieste, Mitja Juren Gruppo Ricerche e Studi Grande Guerra CAI SAG Trieste, Stefano Gambarotto, dell'Istituto per la Storia del Risorgimento di Treviso e Mauro Depetroni del Gruppo ANA di TRIESTE. (L'ingresso al Centro Congressi e all'inaugurazione è gratuito previo prenotazione al 040208120 fino ad esaurimento dei posti). Dal 3 di settembre apertura ufficiale al pubblico della Mostra ISONZO LE DODICI BATTAGLIE all'interno della Torre nella Sala Rilke del Castello di Duino.
Venerdì 11 settembre alle ore 18,00 al Villaggio del Pescatore (nell'ambito della manifestazione VELE BIANCHE E PESCE AZZURRO promosso dalla Società Nautica Laguna) incontro “le battaglie dell'Isonzo – Il Carso della Grande Guerra parco di Nordic Walking” con Silvo Stok Gruppo Ricerche e Studi Grande Guerra CAI SAG Trieste, Mario Fabretto, Turismo Attivo Fvg asd, Giorgio Furlanich Istruttore SINW, Dario Marini, del Gruppo Speleologico Flondar e Mauro Depetroni del Gruppo Ermada Flavio Vidonis.
Domenica 13 settembre alle ore 10,00 PASSEGGIANDO TRA LA STORIA, LA CULTURA E LA NATURA – Da Duino al Villaggio del Pescatore attraverso un percorso dal Castello di Duino, la Cernizza al Sentiero di Punta Bratina di Quota 28 promosso dal Gruppo Ermada VF in collaborazione con l'Ajser 2000 la Jus Comunella di Duino, Fareambiente, Gruppo Speleologico Flondar, la Società Nautica Laguna, il Lions Club Duino Aurisina.
Lunedì 14 settembre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano “Le battaglie dell'Isonzo – la fortezza Hermada” con Roberto Todero, Associazione Zenobi, Mauro Depetroni, Gruppo Ermada VF, Marko Pahor, dell'Azienda Agricola Kohisce.
Lunedì 28 settembre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano - “Le battaglie dell'Isonzo – La medicina di Guerra” con il prof. Euro Ponte, Romana Olivo Presidente Lions Club Duino Aurisina, Bruno Vajente del Centro Studi Silentes Loquimur.
Domenica 4 ottobre a Medeazza in occasione della manifestazione CAVALLI E PROFUMO DI MOSTO promossa dall'Associazione Timava Medja Vas Stivan) alle ore 11,00 “Le battaglie dell'Isonzo – Le popolazioni” con Massimo Romita Gruppo Ermada VF, Romana Olivo Presidente Lions Club Duino Aurisina e Alenka Franceschini Lions Club Duino Aurisina. All'interno degli spazi assegnati ci sarà nei tre giorni di manifestazione l'esposizione dei lavori delle scuole nell'ambito della iniziativa i NONNI CON LA VALIGIA, la mostra sarà completata con interventi storici.
Venerdì 9 ottobre Presso lo Stand Espositivo alla Barcolana – Presentazione del Catalogo della Motra “ISONZO LE DODICI BATTAGLIE”.
Lunedì 12 ottobre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano “Le battaglie dell'Isonzo – L'Ermada id ieri e di oggi” con Aureliano Barnaba, Gruppo Ermada VF, Claudio Sgai, Gruppo Cavità dell'Alpina delle Giulie, Fabio Pahor, dell'Azienda Agricola Kohisce, e Dario Stolfa dell'SK Devin.
Lunedì 26 ottobre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano “Le battaglie dell'Isonzo – Il Treno della Memoria” con Franco Visintin della Proloco Fogliano Redipuglia e Mauro Depetroni Gruppo Ermada Vf.
Lunedì 9 novembre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano “Le battaglie dell'Isonzo – Le grotte della Grande Guerra” con Aureliano Barnaba, Gruppo Ermada Vf, Maurizio Radacic Cat Trieste, Franco Gherlizza, Cat Trieste, Dario Marini, Gruppo Speleologico Flondar.
Lunedì 23 novembre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano “Le battaglie dell'Isonzo – La scuola e la Grande Guerra” con Massimo Romita Gruppo Ermada Vf, Lucia Lalovich Gruppo Ajser 2000, Prof. Livio Schiff dell'Istituto Comprensivo “E.Giacich di Monfalcone”.
Lunedì 30 novembre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano “Le battaglie dell'Isonzo – Lo sport nella Grande Guerra” con Ugo Falcone Agenzia Italiana per il Patrimonio Culturale, Mauro Depetroni Gruppo Ermada Vf, Bruno Vajente Centro Studi Silentes Loquimur.
Mercoledì 9 dicembre alle ore 18,00 presso il Centro Congressi di Visogliano “Le battaglie dell'Isonzo – Le cappelle votive” con Paolo Verdoliva (Ana Gorizia) Renato Cisilin (Associazione Culturale Amici dell'Isonzo) Mauro Depetroni Gruppo AnA Trieste.
Domenica 13 dicembre alle ore 10,00 presso il Castello di Duino, Convegno di chiusura, con la Presidente Maria Teresa Bassa Poropat, Massimo Romita, Gruppo Ermada Flavio Vidonis, Otello Sangiorgi Direttore del Museo del Risorgimento di Bologna e Mitja Juren Gruppo Ricerche e Studi Grande Guerra Cai Sag Trieste.
Significativo lo spettacolo teatrale, in programma giovedì 10 settembre nel tendone coperto del Villaggio del Pescatore all'interno della manifestazione VELE BIANCHE PESCE AZZURRO promossa dalla Società Nautica Laguna,  Guerra 15/18 le Dodici Battaglie dell'Isonzo,  dove gli attori (dell'Accademia della Follia) interpreteranno diverse lettere realmente scritte da soldati tedeschi, sloveni e italiani, tra cui quella del barlettano Giuseppe Carli, prima medaglia d’oro alla memoria d’Italia. Queste letture drammatiche verranno inframezzate da una serie di gag dal sapore comico ed arricchite da interventi musicali a tema eseguiti dal vivo da Elisa Frausin ed Edy Meola, quest’ultimo ideatore e coautore dello spettacolo assieme a Misculin. 

 L’ultimo obiettivo del Progetto, ma non meno importante è la valenza turistica che il progetto avrà per l'intero territorio, presentato in importanti occasioni ed eventi regionali e nazionali.
Molti sono i patrocini che il Progetto ha già ottenuto, dopo la Provincia di Trieste, anche la PROVINCIA DI GORIZIA E DI UDINE e i Comuni GORIZIA, MONFALCONE, GRADO, AQUILEIA, S.CANZIAN D’ISONZO, CORMONS, DOBERDO’ DEL LAGO, FOGLIANO REDIPUGLIA, RONCHI DEI LEGIONARI, SAN PIER D'ISONZO, SAVOGNA D'ISONZO, DUINO AURISINA, SGONICO, MONRUPINO, MUGGIA, SAN DORLIGO DELLA VALLE, DRENCHIA ed di altri Comuni siamo in attesa della conferma.
Significativo poi che l’iniziativa rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale.
Tre i siti principali che svilupperanno l'informazione aggiornata quotidianamente relativamente al Progetto, ai luoghi e agli ospiti che di volta in volta si alterneranno nel ciclo delle conferenze: www.isonzo19151918.blogspot.it, www.gruppoermadavf.blogspot.it, www.castellodiduinonellagrandeguerra.blogspot.it, nonché i siti istituzionali delle amministrazioni coinvolte e delle associazioni che seguiranno il progetto.
Infine una battuta sulla scelta della foto della locandina e delle brochure della mostra di Duino, raffigurante un soldato italiano (nel 1919 finita la guerra) che dal Castelvecchio osserva il Castello di Duino ridotto a ruderi. Una fortissima simbologia dietro a questa foto gentilmente messa a disposizione del sig. Gianfranco Baldas, il sogno di raggiungere Trieste, svanisce sul Monte Ermada e sul campo non rimangono che le macerie.
Un ringraziamento sincero va a tutte quelle persone che a vario titolo hanno creduto in noi, hanno creduto nel progetto, e sicuramente credono nel futuro e sulla prosecuzione e sviluppo nei prossimi anni.
Per ogni tipo di informazione è attivo il nr. 3886449114


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Continua con una significativa mostra al Castello di Duino, il Progetto Ermada 1914 VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE, coordinato dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis con il finanziamento della Regione Fvg relativamente al Bando Grande Guerra 2014, dopo la recente esposizione al Palazzo Taddea di Spilimbergo, dove un attento pubblico ha visitato con grande interesse la manifestazione, non ultime giovedì scorso delle scolaresche locali.
La prima parte dedicata al poeta praghese, ha un sapore particolare. Durante la cosiddetta belle epoque, a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento,il Castello di Duino, grazie al mecenatismo dei suoi nobili signori della Torre e Tasso, era diventata un salotto rinascimentale, il quale forniva appoggio sicuro ad intellettuali e poeti. Tra costoro ne beneficiò pure il poeta Rainer Maria Rilke, nato a Praga ma di lingua tedesca, come Franz Kafka. Rilke ivi compose le sue celeberrime Elegie duinesi e perfezionò altri componimenti. Un paio di mesi dopo l’ultimo soggiorno di Rilke al castello (maggio 1914) sarebbe scoppiata la Prima Guerra Mondiale e, in meno di un anno, quel maniero si sarebbe trovato a ridosso della prima linea e devastato dalle artiglierie italiane. Amplia documentazione fotografica, sul poeta e su quanto il Castello di Duino subì l'evento bellico.
La seconda parte della mostra (Graffiti e Fortificazioni)  è sviluppata dal Centro Studi e ricerche storiche SilentesLoquimur di Pordenone, attraverso il suo curatore dott. Malatesta Leonardo Direttore della Fondazione del Museo Storico del Nastro Azzurro. La mostra parla delle fortificazioni italiane ed austriache costruite nel territorio di confine tra Italia ed Austria Ungheria. Attraverso fotografie d'epoca e odierne, planimetrie e delle informazioni storiche, gli undici pannelli parlano delle singole opere, ma anche di inquadramento generale, come la politica difensiva dei due paesi, l'armamento e ciò che successe anche nelle altre zone interessate dal conflitto come il Veneto. Significativi i pannelli poi dedicati ai Graffiti. Nel corso della Grande Guerra, i soldati di tutti gli eserciti incisero, durante la loro permanenza al fronte, innumerevoli “graffiti” a vocazione ufficiale o personale: epigrafi, lapidi, scritte, targhe iscrizioni. 
Nel Friuli Venezia Giulia come nelle altre Regioni italiane e non, migliaia di graffiti risultano tuttora esistenti, dopo un secolo di interperie, frane e noncuranza, nei territori coinvolti dal fronte italo-austroungarico della Grande Guerra. Un “archivio” eccezionale a cielo aperto, uno straordinario patrimonio umano lasciatoci dai ragazzi in uniforme che combatterono e perirono nelle trincee della Prima Guerra Mondiale.
L'inaugurazione della mostra, prevista per venerdì 13 marzo alle ore 16,00, che coinciderà con l'apertura stagionale ufficiale del Castello di Duino, vedrà la partecipazione del Principe Carlo della Torre Tasso proprietari del maniero, Massimo Romita, Presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, il dott. Bruno Vajente del Centro Studi e Ricerche storiche Silentes Loquimur, il Prof. Adriano Papo, con l'intervento introduttivo della Professoressa Tatjana Rojc, ospite della serata.
 Nei giorni seguenti doppio appuntamento presso il Comune di Farra d'Isonzo, dove sabato 14 marzo alle ore 11,00 nella sala consigliare, verrà inaugurata dal Sindaco Alessandro Fabbro l'estratto della mostra VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE” dedicata principalmente ai percorsi della Grande Guerra visitabili oggi sul Monte Ermada e nella Venezia Giulia. Domenica 15 alle ore 21,00 sempre nella sala Consigliare del Comune di Farra d'Isonzo, il Concerto ad ingresso gratuito “L'eco delle Trincee...cent'anni dopo” con la partecipazione del Coro Sant'Ignazio di Gorizia e il Coro CIVE ANA di Paularo.
Collegata alla mostra, venerdì 17 aprile presso il Centro di Promozione Territoriale di Sistiana (ex aiat) verrà presentato lo spettacolo teatrale di Emanuele Merlino Il Castello di Duino, dalle elegie di Rilke alla Grande Guerra”, adottando il punto di vista del poeta, di vuole proporre una rappresentazione scenica in cui due voci narranti declamano le più famose liriche composte da Rilke alternandole con accenni storici agli eventi dell’epoca, con lo scopo di cogliere nelle poesie e nella storia l’atmosfera che portò allo scoppio del conflitto che avrebbe devastato quel luogo d’arte e di cultura, quasi a simboleggiare la fine della cultura europea. Tale spettacolo è realizzato in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Storiche e Militari Carlo Alfredo Panzarasa, la sala è messa a disposizione nell'ambito del Progetto dal Parnter PROMOTRIESTE e dalla Provincia di Trieste.



L'ingresso all'inagurazione della mostra al Castello di Duino 
è possibile solo prenotando al 040208120 o al nr. 3886449114


























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Questo evento prevede la mostra “La grande Guerra in Carnia” che sarà allestita nella Sala Rilke del Castello di Duino: l’iniziativa, nata da un’idea del soprintendente ai beni
artistici, storici ed etnoantropologici del FVG Luca Caburlottoè il isultato di una proficua collaborazione fra due soprintendenze, quella di Arezzo e quella del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Foiano della Chiana e l’Associazione “Fotoclub Furio del Furia”. 
Il GruppoErmada Flavio Vidonis ha voluto con forza inserirla all’interno del progetto ERMADA 1914 VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE e presentarla in una location d’eccezione: il Castello di Duino, dove tra il 1911 e il 1912, soggiornò il poeta austriaco Rainer Maria Rilke, da cui trasse l'ispirazione per le famose "Elegie duinesi”. La Prima Guerra Mondiale causò al Castello molti danni che vennero riparati alla fine del conflitto e soltanto dopo il 1920 fu nuovamente abitato dai suoi proprietari.
La mostra, corredata dal volume “L’esercito silenzioso - Organizzazione logistica della Prima Guerra Mondiale” a cura di Renata Gottschalk, rappresenta, a detta del soprintendente Caburlotto, appassionato e studioso della grande Guerra a prescindere dal suo ruolo istituzionale: “ Un’ indicativa operazione di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e di salvaguardia della memoria della Prima Guerra Mondiale”.
Il fondo fotografico che sarà esposto al Castello di Duino, fa parte del ricco archivio “Furio del Furia” ed è composto da più di 6 mila lastre e di proprietà del Comune di Foiano della Chiana, descrive un interessante e vivace spaccato di vita militare nella cosiddetta Zona Carnia che da Cividale del Friuli arrivava sino all’Alto Friuli. L’autore delle oltre 200 istantanee esposte - i cui negativi sono stati sapientemente restaurati -, e supportate da esaustivi pannelli didattici era, probabilmente, un ufficiale del 6° Reparto Autotrattrici, un artista che, come molti dei suoi colleghi nel corso della Grande Guerra, utilizzò una macchina fotografica tascabile per immortalare momenti della vita quotidiana, della routine di tutti i giorni, dell’ambiente in cui si trovò a vivere ed operare e (più raramente) della prima linea e degli orrori della guerra.
Sono questi i fondi più interessanti perché, a differenza delle fotografie ufficiali scattate a fini propagandistici dai reparti foto-cinematografici dell’Esercito e che dovevano passare al vaglio della censura, a volte rappresentano il volto più vero e crudele della guerra: le sofferenze, i combattimenti, i feriti, i caduti. Non è il caso di questa raccolta: il suo autore, visto l’incarico che probabilmente ricopriva e il reparto con cui operava, ebbe la possibilità di documentare soprattutto la vita delle seconde linee, dei centri logistici, dell’enorme sforzo che l’Esercito fece e dei mezzi che dovette mettere in campo per rifornire quotidianamente chi combatteva in prima linea e per trasportare, in prossimità del fronte, i grossi calibri indispensabili per le azioni militari.



La mostra sarà preceduta da una Conferenza di presentazione dell’evento in particolare verranno affrontati i temi legati alle vicende svoltesi nel 1914 in poi nella zona dell’Alto Friuli. Relatori della Conferenza il Sovraintendente Luca Carbulotto, l’arch. Maurizio Anselmi, Mauro Depetroni ed il Presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, Massimo Romita.

Per informazioni e prenotazioni posti per l'inaugurazione 040208120 






Di professione farmacista (1876-1932), Furio Del Furia si appassiona alla fotografia grazie allo zio Giuseppe, che si da da fare in camera oscura con attrezzi di vario genere.
Il giovane, inizia subito ad utilizzare la macchina fotografica. Poco dopo parte per Livorno dove gestisce la farmacia dell'ospedale, ma rientra presto a Foiano per prendere in consegna dal padre la farmacia della famiglia.
Da quel momento in poi, fino alla sua morte avvenuta nel 1932, nulla sfugge all'obiettivo della sua macchina sempre pronta a fissare un'immagine, una sensazione, un'emozione

11 giugno 14 settembre 2014

DALLA BELLA EPOQUE ALLA GRANDE GUERRA"



Dopo il successo della prima grande mostra dedicata "AI GIORNALI DI TRINCEA e alla GRANDE GUERRA SUL TERRITORIO", che ha ottenuto ben7500 visitatori (sui 16.000 totali del Castello) una nuova ed importante iniziativa aprirà a breve a Duino Aurisina.
Il Gruppo Ermada Flavio Vidonis ha il piacere di invitarVi alla cerimonia di inaugurazione della seconda mostra dedicata alla Grande Guerra all'interno della Sala Rilke del Castello di Duino. 
La mostra "DALLA BELLA EPOQUE ALLO SCOPPIO DELLA GRANDE GUERRA" è promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis in collaborazione con il Castello di Duino, vede la collaborazione conl'Associazione Zenobi,l'Associazione Internazionale dell'Operetta, l'Associazione Italoungherese PierPaolo Vergerio, l'Ass. Sodalitas Adriatico Danubiana, il Gruppo Culturale Ajser 2000, la Consulta Giovani del Comune di Duino Aurisina e l'Associazione Tredici Casade con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse.
certosa.cineca.it

L'inaugurazione prevista per il giorno mercoledì 11 giugno 2014 alle ore 16.30 (*) prevede dopo il saluto delle autorità, l'introduzione del Presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, Massimo Romita, gli interventi di Roberto TODERO (Ass. Zenobi), Adriano PAPO (Ass. Italo Ungherese), Mauro DEPETRONI (Ermada VF), intervallate da letture di EDDA VIDIZ dell'Associazione Tredici Casade.

La mostra suddivisa in diverse sezioni:
La prima  prevede un percorso tra la Bella Epoque, rappresentata dalle immagini del Castello di Duino e della Baia di Sistiana, (dalla collezione di Renato Chiatti)  nei primi novecento alle immagini delle festose rappresentazioni teatrali (dalla Mostra storica dell'Operetta). 

Per passare poi alle sezione dedicata alla "Trieste, guarnigione della Bella Epoque" (dalla Mostra dell'Associazione Zenobi) che accompagnerà i visitatori attraverso immagini di una città che non esiste più, entrando nelle antiche caserme e proponendo il ricordo di monumenti e luoghi dimenticati. Un percorso che accompagni i visitatori dalle giornate della leva militare verso lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che così pesantemente ha segnato la storia Europea.

Per finire poi le immagini didascaliche legate all'episodio chiave, l'attentato di Sarajevo e dell'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando d'Austria erede al trono dell'Impero austro-ungarico e di sua moglie la Duchessa Sofia per mano di Gavrilo Princip, attraverso le immagini della giornata del 28 giugno 1914.
Ma non sarà solo la Sala Rilke della Torre ad ospitare la mostra, nelle varie sale del Castello infatti si potranno ammirare oggetti, divise e manoscritti legati a tali eventi.

La mostra "DALLA BELLA EPOQUE ALLO SCOPPIO DELLA GRANDE GUERRA" rimarrà aperta sino al 14 di settembre negli orari del Castello di Duino.

Il 27 di giugno poi,  una nuova ed importante fatica del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, all'Aeroporto del FRIULI VENEZIA GIULIA di Ronchi dei Legionari, verrà presentata per la prima volta, in versione integrale (100 pannelli !),  la mostra "VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE", che precederà di qualche giorno il Concerto di MUTI al Sacrario di Redipuglia.

Vi aspettiamo

si ringrazia 







la prima mostra marzo 2014


Aprirà il 21 marzo alle ore 16.30 in occasione della manifestazione "Primavera al Castello e D'intorni"  la nuova  Sala dedicata alla Grande Guerra che diverrà un punto di arrivo e di partenza per le visite in terra giuliana legate al Centenario.

All'interno Torre cinquecentesca  del Castello di DUINO,   nella Sala Rilke, dal 21 marzo, a cura del Gruppo Ermada Flavio Vidonis,  ci sarà l'apertura della prima di una lunga serie di mostre dedicate all'evento bellico, di cui ricorre quest'anno il centenario del suo scoppio.


Il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, insieme al Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000 ha sviluppato nel corso degli anni una mostra "Voci di Guerra in Tempo di Pace" che nel corso di dieci tappe in giro per l'Italia ha riscosso un grandissimo successo con oltre 30000 visitatori con l'obiettivo  di valorizzare questo territorio ed il suo patrimonio storico e culturale.

Sarà una mostra dedicata  "Ai GIORNALI DI TRINCEA e la Grande Guerra sul TERRITORIO" ad aprire lo Spazio del Castello, accompagnati da cimeli di guerra, divise, cartine storiche. Una mostra articolata su quattro leggi, due bacheche, ventisei pannelli didattici con fotografie storiche, sei quadri contenenti cartine storiche del conflitto mondiale.


In particolare i Giornali di Trincea, fanno parte della preziosa collezione del dott. Francesco Maggi di Genova, che ha voluto attraverso la sua passione mettere a disposizione dell'evento numerose riviste originali ed alcune rarità. 

La Grande Guerra sul Territorio” invece è una parte della mostra “Voci di Guerra in Tempo di Pace”, che comprende le immagini e la storia (non del tutto conosciuta) dei Monumenti sul territorio Comunale di Duino Aurisina e di alcuni personaggi storici collegati con il territorio.

Una mostra che rimarrà aperta sino al 2 giugno e che costantemente verrà aggiornata ed arricchita da cimeli, pannelli e quanto sarà utile al visitatore per far capire meglio quello che succedette cent'anni fa.

Insieme a queste due iniziative, il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, in collaborazione con le associazioni del territorio ed enti pubblici, organizza concomitanti ulteriori mostre “Tematiche” , in particolare dal 14 di marzo è aperta presso il Centro Skerk di Ternova, la mostra “ERMADA, Gli albori della Grande Guerra” (rimarrà sino al 6 di aprile), mentre dal 30 di aprile al 18 di maggio, presso l'Aiat di Sistiana Centro di Promozione Territoriale, l'apertura della mostra “VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE” , con quindici nuovi pannelli didattici, dedicata principalmente ai percorsi storici che ad oggi il visitatore può fare sul territorio del Carso, da Gorizia a Trieste.




L'allestimento all'interno del Castello di Duino, è curato dal Comitato Scientifico del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, e la ristrutturazione è opera dei volontari dei gruppi che collaborano alla realizzazione di tale progetto. Tale iniziativa gode di un contributo della Banca diCredito Cooperativo di Staranzano e Villesse della filiale di Duino.

L'inaugurazione della nuova Sala 
dedicata alla GRANDE GUERRA 
avrà luogo venerdì 21 marzo 2014 alle ore 16.30 
(l'ingresso del venerdì  sarà consentito solo dietro prenotazione al 040208120 
considerato i  posti limitati)


si ringrazia per la collaborazione 



I GIORNALI DI TRINCEA 1915 – 1918

I GIORNALI DI TRINCEA 1915 – 1918

Il 29 marzo 1918, predisposta dal Comando Supremo e firmata dal Colonnello Odoardo Marchetti, Capo Ufficio Informazioni, usciva la Circolare 2293/S.I. Sezione “U” dal titolo “Scambio reciproco dei giornaletti satirico- umoristici e delle pubblicazioni per la propaganda patriottica fra le truppe” che così recitava: «E’ definitivamente approvata la compilazione dei giornaletti satirico-umoristici di Armata, da diffondersi fra le truppe  il più largamente possibile. Ai quali, come già si pratica, i militari saranno ammessi a partecipare. Simili giornali potranno essere compilati anche da minori unità (questi con mezzi propri), sotto la sorveglianza degli Uffici Informazione». Questa nuova e diversa impostazione e conduzione della guerra mediante l’ausilio della propaganda, sia nei confronti delle truppe operanti che verso il Paese, è uno spaccato di Storia Patria fra i più interessanti, ma anche fra i meno noti che avrebbe meritato nel tempo una trattazione più diffusa ed approfondita. Solo due testi, nell’arco temporale di mezzo secolo, hanno sviluppato una disamina del fenomeno, quello di Arturo Lancellotti, Giornalismo eroico, Ed. Di Fiamma, Roma 1924 e l’altro di Mario Isnenghi, Giornali di Trincea, Einaudi, Torino 1977.
In quanto emanazione del Comando Supremo e diretta conseguenza dell’istituzione del “Servizio P”, i giornali di trincea possono giustamente essere annoverati nella sfera di importanti documenti storici oltrechè specifici strumenti di propaganda e non solo mezzi di intrattenimento  ilare  ed accattivante, sovente con pregnante valenza regionale. Ecco la Propaganda; nel primo conflitto mondiale era totalmente assente l’idea che la conduzione della guerra potesse essere condizionata da pressioni di influenza  psicologica da esercitare sia sulla popolazione del Paese sia a sostegno delle proprie forze armate. Il concetto di “guerra psicologica” era una branca sconosciuta per le Forze Armate italiane ed il possibile interventi di sostegno si limitava a spiegazioni e/o commenti del regolamento di disciplina. L’opinione pubblica, oltre a non avere un potere ostativo nei confronti delle decisioni militari, era stata anche condizionata dai dettami del R.D. 23 maggio 1915 n. 675 G.U. 128 straordinaria – Provvedimenti in materia di stampa, che vietava la diffusione di notizie militari non provenienti da fonti ufficiali e quindi assegnava al “Comando Supremo il monopolio delle notizie sulla guerra italiana e ciò equivaleva, in linea di principio, alla possibilità di orientare a piacimento la pubblica opinione, se l’intera operazione fosse stata concepita per formare ed indirizzare il fronte interno. In realtà gli obiettivi erano semplicemente repressivi…” ( …) Tutto poggiava sul presupposto (ancora da dimostrare) di un atteggiamento naturalmente patriottico degli italiani una volta che il loro paese si fosse trovato in guerra”. Antonio Sema: Cose piccole e Piccole cose – Momenti e concetti della propaganda di guerra italiana nel primo conflitto mondiale. (Articolo in «L’Arma della persuasione» - Edizione della Laguna – Provincia di Gorizia  - 1991, pag. 41). Ad aggravare questa situazione contribuiva non poco il vigente sistema, nel periodo, di analisi della corrispondenza e di censura postale quale conseguenza del R.D. 23 maggio 1915 N. 689 G.U. 129 – Censura postale in caso di circostanze straordinarie, che evidenziava l’estraneità dei soldati rispetto alla guerra, la speranza di essere esonerati o destinati a servizi di retrovia, il desiderio di pace indipendentemente dai destini e dai problemi riscontrabili nei territori invasi; conseguenti a Caporetto, infatti, erano iniziate  a circolare anche voci di smobilitazione.
La necessità di intraprendere un’azione metodica e generale di propaganda che potesse investire tutti i contesti della Nazione si prospettò quindi in Italia solamente dopo la disfatta di Caporetto dell’ottobre 1917. Ribaltare la situazione che presentava una negatività diffusa comportava quindi un cambiamento strutturale sia d’ordine psicologico che di intervento di vigilanza ed assistenza che partiva dal Comando Supremo per giungere «a cascata» sui combattenti e sulle loro famiglie. In questo contesto si segnalano alcune Circolari, propedeutiche a quella dell’istituzione dei giornali di trincea, anch’esse emanate dal Comando Supremo che sono citate per larghe linee ma che meriterebbero, per il loro contenuto, una trattazione più approfondita. Il 9 gennaio 1918 l’Ufficio Informazioni del Comando Supremo istituiva un ”servizio di informazioni sul morale delle truppe” con compiti di vigilanza per prevenire e reprimere la propaganda antibellica e assistenza anche nei riguardi dei congiunti del militare. Si trattava in pratica dell’istituzione del Sevizio I.T.O. (Informazioni Truppe Operanti). L’1 febbraio 1918 veniva emanata la Circolare 1117/P, documento comunemente considerata quale iniziatore del Servizio P ; si utilizzava questa dizione, approssimandosi ai soldati, al fine di fornire un approccio apparentemente più blando e meno invasivo rispetto al significato ed alle mire che il termine “propaganda” poteva far immaginare.
Ritornando alla circolare istitutrice dei giornali di trincea occorre sottolineare la terminologia utilizzata nel contesto, «giornaletti», un diminutivo spregiativo a dimostrazione che nelle alte sfere delle Forze Armate  primeggiava un atteggiamento poco consapevole circa l’effettiva utilità di questa forma di propaganda. La dizione “Giornali di Trincea” è impropria in quanto di trincea avevano soltanto la destinazione; inoltre il materiale già esistente, inglobato nel medesimo argomento, identificato da Mario Isnenghi con gli appellativi di micro giornali o proto giornali, ciclostilati o stampati a poligrafo dalle unità minori, costituiva un fenomeno presente anteriormente al 1918.  «Il carattere diverso di questi minuscoli giornaletti – certamente comunque di “trincea” più degli illustri e diffusi giornali ufficiali a grande tiratura dell’ultimo anno di guerra, spesso in realtà veneziani, vicentini, veronesi o addirittura milanesi o romani – sta appunto, oltre che nella modestia e precarietà dei mezzi  (sono poligrafati, malamente battuti a macchina con imprecisioni ed errori, a volte solo manoscritti in una sola copia), in questa loro sia pure relativa e protetta spontaneità». (Mario Isnenghi, opera citata pag. 45). Ricordiamo qualche titolo di queste testate: «La Baionetta… et ultra» organo della Brigata Emilia; «Resistere», organo della Brigata Volturno; «Il Fante», della Brigata Catania; «Il Respiratore», organo del 94° Reggimento; «Il Fifaus», del XIII Corpo d’Armata; «La Marmitta», della Brigata Barletta – 137° Fanteria; «La Notizia al Fante», della Brigata Teramo; «La Buffa»; «La Bomba … a penna»; «Il Trentino»; «La Scarica»; «La Fifa»; ecc. 
Doveroso inoltre segnalare, per riconoscer loro l’importanza e la giusta connotazione fra i giornali per il soldato nati anteriormente a Caporetto alcuni fogli di ispirazione religiosa. Uno dei primi fu “Mentre si combatte” edito a cura della Gioventù Cattolica Italiana recante la dicitura «Approvazione Ecclesiastica», era diretto da Egilberto Martire, pubblicò il suo primo numero il 6 giugno 1915. Terminata la guerra modificò il titolo utilizzando quello più consono di “Dopo la Vittoria”. A settembre dello stesso anno iniziava a Roma la pubblicazione del giornale “Il Prete al Campo” diretto da don Giulio De Rossi. Conteneva brani tratti dal Vangelo, articoli sui Pontefici e sui Santi  e rubriche di vario argomento e interesse fra cui una di carattere medico con nozioni di pronto soccorso e un’altra intitolata «Si domanda…  » nella quale si rispondeva a quesiti vari come le esenzioni dal servizio militare, le indennità spettanti ai preti feriti, su eventuali diritti spettanti al cappellano militare. Giornali di minore importanza erano “Il Savonarola”, organo della Federazione Studenti di cultura religiosa stampato a Torino che aveva un atteggiamento polemico ed ostile nei riguardi del conflitto motivato dal motto « Parlo audacemente perchè credo »;  “La stella del soldato”; “Il cuore di Gesù al soldato”; “Vigilate”; “Fede nostra” di orientamento protestante.
Ritornando a parlare dei giornali oggetto della nostra esposizione, presumibilmente al fine di evitare una dispersione di risorse e per ammantare le testate di  una forma più pregnante di ufficialità, il Servizio P favoriva e sollecitava l’emissione di un solo Giornale di Trincea che avesse la rappresentatività di organo d’Armata. Il Colonnello Marchetti aveva anche impartito disposizioni affinchè gli Uffici Informazione delle varie armate si scambiassero i giornali inviando una copia ad Ubaldo Comandini, Commissario Generale  per l’assistenza civile e la propaganda interna che stava a sua volta allestendo un giornale. Si trattava de «La Giberna», un settimanale di otto pagine, di umile formato, stampato su pessima carta giallastra e spugnosa con la testata alternativamente in nero oppure in rosso. Essendo espressione dell’Ufficio Propaganda interna non aveva una specifica rappresentatività ma si rivolgeva all’Esercito in generale utilizzando anche toni paternalistici e populisti.  Tutte le nazioni in guerra avevano i loro “giornali di trincea” specifici come ad esempio i «Journaux du front», «La Presse du poilue», «L’Eco des Argonnes», «Bulletin des armées» oppure testate utilizzate all’occorrenza come «La Baïonnette» e «Le Rire Rouge» in Francia, in Germania con il «Simplicissimus» ed il «Lustige Blӓtter» che nella fattispecie aveva aggiunto Kriegs-Nummer con ulteriore numerazione; il «Die Muskete» in Austria¸ giornali che da tempo sviluppavano il compito di vegliare sul morale dei rispettivi eserciti; in Italia, invece, solamente all’inizio del 1918 apparve il giornale di trincea come strumento di propaganda ufficiale.
 «Furono creati i giornali di trincea, ricchissima letteratura di guerra alla quale collaboravano i soldati stessi, con scritti, con disegni, con caricature. Ogni armata aveva il suo, ma ce n’erano tanti, emanazioni di enti minori, e tanti modestissimi fogli con tirature irrisorie, stampati a poligrafo, venivano redatti da piccolissimi reparti. I giornali di trincea educavano, divertivano, istruivano. E il fante aveva il gusto del giornale suo, fatto da lui, del quale conosceva spesso gli umili e simpatici redattori, e nel quale vedeva celebrato il suo reparto e rappresentata la sua vita d’eccezione con amabile umorismo. Ecco la propaganda. O credevate che la propaganda consistesse nel mandare un avvocato, un professore o magari un deputato a fare il “discorso”? Si fece anche questo ma ci si moderò, perché il discorso è una cosa da riservare alle solennità, e poi perché al soldato non piaceva che venisse nessuno… a fargli la predica». (Giuseppe Lombardo Radice, Nuovi saggi di propaganda pedagogica – G.B. Paravia & C. – Torino 1922 – pagg. 31 - 32).  A seguito di quest’ultima citazione possiamo affermare ed individuare una triplice funzione da attribuire ai Giornali di Trincea della Prima Guerra Mondiale:
-          Sono un documento storico poiché hanno ricevuto l’imput iniziale da parte del comando Supremo con la Circolare istitutiva;
-          Sono uno strumento di Propaganda sia verso la popolazione civile sia nei confronti delle truppe combattenti;
-          Sono, o possono essere considerati, la prima forma di insegnamento alle masse.
Gli intenti dei loro ideatori erano precipuamente quelli di esorcizzare il conflitto cercando di affievolire la realtà cruda e drammatica e nel contempo pubblicizzare, propagandare la guerra. Curiosa questa tesi ed anche rischiosa non vertendo su comprovate ipotesi reali, ma intanto l’operazione era partita lanciandosi in una sfida che poteva apparire fumosa, fuori da ogni logica, impossibile, ossia quella di quasi «far amare» la guerra ed entusiasmarsi talmente ad essa da accantonare i cupi pensieri. «La guerra è amara, addolciamola con l’allegria». Questa è la sintesi del messaggio-invito programmatico lanciato da Ardengo Soffici ne “La Ghirba” giornale di trincea delle Armate di Riserva (Vª e IXª), un condensato di buonumore e scanzonata filosofia della guerra ammantata da interventi satirici e caricaturali volti ad esorcizzare l’incombente pericolo di lasciare esattamente la ghirba, in gergo la propria vita, ai bordi delle trincee. L’importanza di questa tipologia di pubblicazioni è comunque dimostrato dagli ingenti capitali investiti nell’impresa e dalla pubblicazione più o meno costante anche in periodi di crisi della carta che ebbe il suo picco fra luglio ed ottobre 1918. 
I collaboratori, oltre ai militari che si improvvisarono scrittori ed artisti, furono gli intellettuali, i letterati, i giornalisti sia nella zona di guerra che nel Paese, abili illustratori che si immersero in questa nuova iniziativa con prospettive, all’inizio, nebulose. L’arduo compito consisteva nel contribuire al sostegno psicologico del soldato e nel contempo promuovere la propaganda, intesa come diffusione delle informazioni al contrario di quanto sovente accadeva nei giornali austro-tedeschi che manipolavano notizie ed idee, evento constatabile sui periodici «Almanach illustré de la Gazette des Ardennes» edito a Charleville  nel Belgio invaso ed occupato e su «La Domenica della Gazzetta» pubblicata ad Udine.
Alcuni nomi di punta per rendere l’idea della collaborazione prestata alle rispettive testate: abbiamo già accennato ad Ardengo Soffici ideatore e fondatore de “La Ghirba” che dirigeva «con la penna e con il pennello»  avvalendosi della collaborazione di artisti del calibro di Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Guillermaz, Giglioli, Attilio Mussino, De Mas e per il disegno della prima pagina del Sergente Canevari e del caporale Aldo Zamboni.  “L’Astico”, giornale della IXª Divisione e della 1ª Armata con sede a ridosso del fronte. Prezzolini notò che «L’Astico fu il solo fra i giornali d’Armata che fosse scritto, composto e stampato tutto da soldati e sotto il fuoco nemico». 
 Era diretto da Piero Jahier, che si firmava Barba Piero, ossia zio Piero in genovese, ma vi collaboravano Giuseppe Lombardo Radice, il filosofo grigio-ferro, ed Emilio Cecchi; il “Signor Sì” giornale dell’Armata degli Altipiani era diretto da Piero Mazzuccato e vi collaborarono  Aroldo Bonzagni, già caricaturista dell’Avanti, Vamba, pseudonimo di  Luigi Bertelli, Gabriele Galantara, Enzo Morelli, Aldo Bruno e Salvadori che illustrava le pagine centrali, si avvalse saltuariamente della collaborazione dello storico Pietro Silva. Il “San Marco”, periodico trimestrale dell’VIII° Corpo d’Armata, impreziosito dalla tavole del pittore Filiberto Mateldi era una pubblicazione con ambizioni letterarie con testi di Gabriele d’Annunzio e Guido da Verona;  “La Trincea”, settimanale dei soldati del Grappa (IVª Armata), creato dal capitano di artiglieria Eugenio Gandolfi, giornalista, all’inizio era prodotto quasi esclusivamente dai “lettori artisti” arricchito dagli interventi dei grafici Carlin (Carlo Bergoglio) e Cavarzan (Andrea Prosdocimi) ma dal numero 19 divenne a colori accentuando le  rubriche ed i disegni. Contestualmente ebbe fra i collaboratori Grazia Deledda, Salvator Gotta, Mario Mariani, Guido da Verona, Ferdinando Paolieri, Salvatore Barzilai e grandi firme della grafica quali Aroldo Bonzagni, Mario Bazzi, Luigi Daniele Crespi, Duilio Cambellotti, Renzo Ventura (Lorenzo Contratti), Adolfo de Carolis, Camerini, Guasta (Guglielmo Guastaveglia). Duilio Cambellotti disegnava anche l’immagine in prima pagina del giornale “Il Piccolissimo” predisposto dal Comitato Laziale dell’Unione Insegnanti Italiani, diretto dal Prof. Pietro Fedele dell’Università di Roma, destinato principalmente ai ragazzi, ebbe fra i redattori Angelo Silvio Novaro, Carla Cadorna ed Eloisa Battisti.  
Ricordiamo ancora “Le Fiamme” numero unico delle truppe d’assalto; “La Vittoria” numero unico della IIª Armata con le rilevanti illustrazioni di Aldo Mazza; “Il Razzo” giornale della VIIª Armata, in bianco e nero e dai contenuti semplici che ebbe come collaboratori gli illustratori Luciano Ramo, Mario Lucini, Muggiani, Ferruccio Ganassi, Tommaso Cascella. “La Voce del Piave” settimanale dell’XI° Corpo d’Armata, uscirono 29 numeri più un supplemento al numero 27. La pubblicazione continuò con il numero unico “La Voce del Tagliamento” datato 3 novembre ma uscito successivamente con l’indicazione Gorizia, Natale 1918. Solo la testata de La Voce del Tagliamento era firmata da Burattini, gli scritti erano generalmente non firmati mentre le illustrazioni erano disegnate da Giove Toppi, G. Vitelli, Gischiat (G. Schiatti). “L’Eco della Trincea” del XIV° Corpo d’Armata”; “Savoia” del XXVIII° Corpo d’Armata;  “La Voiussa” diretta da Gino Perez per le truppe dislocate in Albania; “Il Ghibli” stampato a Tripoli; il “Sempre Avanti” organo del II° Corpo d’Armata in Francia, vi collaborarono Giuseppe Ungaretti e Erich K. Suckert (Curzio Malaparte) e per la parte grafica Golia (Eugenio Colmo), Faino, Leonetto Cappiello, Enzo Manfredini. “Il Montello” che si avvaleva della collaborazione di Massimo Bontempelli ed inoltre risentiva dell’esperienza futurista grazie ai disegni del pittore Mario Sironi ed agli scritti di Francesco Cangiulli. Terminiamo questa breve e non esaustiva carrellata con La Tradotta” organo della IIIª Armata, testata caratterizzata dall’immagine di un fante a cavalcioni di una lumaca, autore Enrico Sacchetti.
Fu il più noto, il più diffuso ed ilo più letto giornale di trincea al fronte e nel paese. Concepito dal Colonnello Ercole Smaniotto, stampato a Mogliano Veneto e tirato in 52.000 copie, uscì dal 21 marzo 1918 all’1 luglio 1919 in venticinque numeri e tre supplementi. Si avvalse della collaborazione di grossi nomi sia per gli scritti che per la grafica: Renato Simoni, Riccardo Gigante, Gino Calza Bini, Arnaldo Fraccaroli, corrispondente di guerra del Corriere della Sera, Giuseppe Mazzoni, Umberto Brunelleschi, Antonio Rubino che diedero vita ad articoli, immagini, strisce e personaggi insuperati. Di Brunelleschi ricordiamo le immagini di leggiadre figure femminili che ebbero spazio sconosciuto negli altri giornali, tra i personaggi indimenticabili “Il soldato baldoria” creato da Fraccaroli, “Il caporale C. Piglio ideato da Rubino e ancora l’imboscato Apollo Mari, il nemico Max Pataten, tedescaccio ubriaco giorno e notte, il dott. Bertoldo Ciucca, inventore, nella sua inutile eterna lotta contro gli imboscati, il fante Mattia Muscolo. Gli interventi di questo protagonista, idealizzato ed assurto a prototipo del combattente italiano, procurano situazioni esilaranti ad effetto «domino», provocano terrore e sconcerto fra le file nemiche e sortiscono, attraverso la caricatura, lo scopo ultimo di sancire la  superiorità del soldato italiano. Un rapido cenno meritano i giornali stampati nei campi di prigionia dove vigeva una certa libertà nonostante l’atmosfera non certo piacevole; infatti «L’Attesa» giornale dei prigionieri italiani a Dunaszerdahely pubblicò senza conseguenze anche caricature di ufficiali austriaci; parimenti «L’eco del prigioniero» periodico critico-letterario del campo di prigionia di Sigmundsherberg riuscì ad inserire l‘intero discorso “Per un eroe” di Gabriele D’Annunzio.

 Sempre a Sigmundsherberg  nel 1917 si pubblicò «La Scintilla» che testimoniava le variegate attività del campo per alleviare le sofferenze della prigionia.
Quanto all’impostazione, al contenuto dei giornali di trincea, non troveremo mai la cronistoria di un combattimento, il resoconto di una battaglia dalle sorti favorevoli oppure avverse, di un atto eroico o di codardia, di prigionieri catturati o di perdite subite. Le impressioni di un cronista occasionalmente presente ad azioni guerresche si potevano visualizzare soltanto nei quotidiani come conseguenza e previo “placet” di  istruzioni provenienti dal Comando Supremo, (Art. 1 del R.D. 23 maggio 1915 n. 675);  nella letteratura di Trincea queste notizie erano assolutamente inesistenti. Del resto i pochi eventi bellici rappresentati in maniera vaga e frammentaria forniscono solo lo spunto per una caricatura, per una poesia, per una trovata che possa, suscitando l’ilarità dell’occasionale lettore, ribadire due concetti fondamentali: la propria forza e la debolezza dell’avversario. Dopo i primi numeri, almeno nei giornali con edizioni più numerose, corroborati anche dal conforto di successi militari che avevano riacceso la speranza e la consapevolezza di poter ribaltare le sorti del conflitto, la riconquistata fiducia veniva amplificata nel disegno, nella caricatura, nella satira, nell’umorismo che permeava ogni foglio stampato. Le idee si tramutavano in vignette umoristiche e canzonatorie forse più idonee a rappresentazioni goliardiche studentesche che non a trattazioni delle tragedie della guerra. Era anche necessario usare un linguaggio che si accostasse maggiormente alla scarsa capacità intellettiva delle masse, che toccasse  vivamente il sentimento piuttosto che le ragioni del conflitto poco sentite, una impostazione che privilegiasse immagini di grandi dimensioni con colori vivaci e poco testo scritto in considerazione del fatto  che la maggioranza dei soldati aveva poca dimestichezza con la parola scritta e tantomeno con argomenti di una certa levatura intellettuale vista la preponderanza di elementi semi analfabeti o addirittura del tutto analfabeti. Furono messe a frutto anche le esperienze derivanti dall’incremento di spettacoli per  le truppe delle retrovie che avvenivano più frequentemente rispetto a tempi precedenti; era stato notato ad esempio, ed a noi forse parrebbe strano, che il soldato prediligeva spettacoli di marionette ed a questo proposito erano state stampate anche cartoline in franchigia con immagini di teatrini di marionette. 
Nessuna meraviglia nell’utilizzazione di una terminologia fanciullesca, in una formula da naturale osmosi adulto-bambino che veniva preso in prestito da parodie già collaudate dal «Corriere dei Piccoli», potrebbe essere la conferma di una tesi formulata da tanti che i nostri combattenti non erano ancora preparati dal punto di vista psicologico a cimentarsi in una guerra, specialmente prolungata e comportante logorio psico-fisico. La memorialistica e tutte le testimonianze disponibili concordano nel descrivere la partecipazione di una larga parte dei  soldati italiani come dominata da passività e rassegnazione senza il dinamismo della consapevolezza delle motivazioni  del conflitto. Passata l’euforia iniziale di una guerra breve e travolgente, non surrogata da ragioni concrete, restava soltanto la cruda realtà del logoramento in trincea, di assalti inutili e sconsiderati ed un compendio di vessazioni provenienti dai vertici militari che rendevano le condizioni di vita al di sopra della normale tollerabilità.
Associati ai giornali di trincea, pur avendo una diversa provenienza, in quanto giornali austriaci di  propaganda disfattista , ritroviamo alcuni foglietti in formato ridotto, stampati quasi esclusivamente su una singola facciata, che venivano lanciati periodicamente sulle trincee italiane con piccoli razzi inoffensivi, le ”Friedengranaten” oppure distribuiti nelle province invase unitamente a manifestini, opuscoli e cartoline. Portano tutti la data del 1918, tranne cinque edizioni del 1917 del foglio «Novità del giorno», privi di dati editoriali, ma con alcuni titoli che richiamavano la stampa italiana, rivelano oggi una studiata intenzione di sottesa propaganda e manipolazione delle notizie con l’intento di influenzare negativamente l’umore delle truppe italiane. Si leggono, così, inviti alla pace, la felicità dei Russi dopo la pace di Brest-Litowsk, la lentezza di intervento delle forze americane, la tirannia inglese, ma anche terrificanti notizie, tutte provenienti da “fonti autorevoli”, di continue vittorie austro-ungariche, la forza degli Imperi Centrali e la debolezza dell’Intesa. Tali materiali però non sortirono gli effetti desiderati di influenzare molto i combattenti italiani.
 Assimilabili a questi fogli, sempre nel 1918, editi da «La Gazzetta del Veneto», stampata ad Udine, furono pubblicati venti numeri del supplemento domenicale illustrato dal titolo: «La Domenica Della Gazzetta». Tale supplemento nella veste grafica, nei caratteri della testata, e parzialmente nel contenuto ricalcava, e volgarmente copiava l'originale supplemento domenicale del «Corriere della Sera» dal titolo «La Domenica del Corriere», con il malcelato intento di confondere i lettori. Nell'interno, in quella che potrebbe essere definita come la «satira della disinformazione», sono pubblicate alcune fotografie, con immagini e didascalie artatamente distorte rispetto alla realtà, che rappresentano momenti di occupazione agreste o intrattenimenti conviviali allegri e gioiosi, allietati da presenze femminili, dei prigionieri italiani nei campi di prigionia austriaca.
Tale non veritiera esposizione grafica costituiva una trasposizione in senso geografico di similari notizie poste in atto nel 1917 dai tedeschi sul fronte della Francia con il giornale in lingua francese «La Gazette des Ardennes», pubblicata a Charleville nel Belgio invaso ed occupato, ed il suo supplemento annuale «Almanach illustré de la Gazette des Ardennes pour 1917». Citiamo alcuni esempi traendoli dall'articolo LA VIE AU CAMP DES PRISONNIERS DE GUERRE (LA VITA AL CAMPO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA) corredato dalla seguente presentazione: Pour donner une idée authentique de la vie des prisonniers de guerre internés en Allemagne, nous croyons ne pouvoir mieux faire que de soumettre à nos lecteurs des extraits de lettres écrites par des prisonniers français . Les photographies que nous ajoutons, ne manqueront pas de confirmer la véracité des lettres.  (Almanach de la Gazette des Ardennes 1917 - Charleville - pagine da 23 a 32):

"...Tout marche bien ici, nous sommes bien traités et les authorités allemandes du camp font tout ce qu'elles peuvent pour adoucir notre sort. Nous ne pouvons que leur être reconnaissants..."

"... Quand nous sommes au camp, l'on joue aux cartes, aux dames ou on lit des livres, que des camarades de Paris, ou du centre, reçoivent. Quand il fait bon, nous allons sur le terrain, près du camp, prendre l'air; il y en a qui jouent au foot-ball, il s'est même formé des équipes par compagnie. Le dimanche après-midi nous pouvons aller voir le concert, car parmi nous il y a des bons violinistes. La ville de Chemnitz leur à loué des violons et la commandanture leur a réservé une place pour les répétitions et faire des concerts. Ces concerts sont faits au profit des maladies nécessiteux."

"...Nous sommes ici, dans une caserme superbe, situation excellente, chauffage central!!! Douches toutes les semaines; derrière la caserme une belle et grande prairie où nous allons nous promener, aussi l'état sanitaire ne laisse-t-il à desirer; la prevue c'est que depuis quinze mois nous n'avons eu qu'un décès sur 250 hommes, c'est en-dessous de la moyenne habituelle... "




"...Mais comme vous le devez savoir l'on travaille de son métier, nous ne sommes pas traités en ennemis, aussi bien par le civil que le militaire, en un mot, nous sommes bien vus, je vous assure que je ne vous mens pas, c'est bien la vérité..."



     Qualsiasi commento o giudizio riguardante queste colossali falsità è superfluo! Non si pensa, del resto, che queste note artatamente elaborate abbiano potuto, in qualche modo, influire sull'opinione pubblica del periodo storico considerato oppure abbiano fuorviato o quanto meno mitigato i concetti negativi formatisi con il tempo nei confronti degli invasori     austro-germanici.

                                                                                                   

FRANCESCO  MAGGI                                                                   www.giornaliditrincea.it

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